Una rosa selvatica

God said:

Dai a Me i tuoi fardelli. Consegnameli. Davvero li vuoi? Le Mie spalle sono larghe. I tuoi fardelli non pesano nulla con Me. Ed è questo che valgono i fardelli – nulla. In verità, possono gravare pesanti su di te, ma non opprimono Me. I fardelli sono tali soltanto in virtù della tua percezione. Non sono proprio nulla. La tua percezione è allineata male, indipendentemente da quello che dichiara il mondo. I fardelli non sono desiderabili. Non sono un simbolo di stato sociale. Consegna i tuoi fardelli a Me, e Io li metterò nella lavatrice per i fardelli. I tuoi fardelli ne usciranno immacolati.

I tuoi fardelli sono prevalentemente fatti del senso di perdita, presente, passato o futuro. Meglio sviluppare il senso dell’amore. Naturalmente, l’amore non è affatto un fardello. Il senso dell’amore, di cui Io parlo, è un genere neutrale d’amore, un amore che testimonia ma non assorbe, un tipo d’amore che naviga attraverso i mari e scala le montagne e non chiede dei prigionieri, non esige nulla. I fardelli sono autoimposti ed esigono molte cose. Esigono un passaggio gratuito da te. I fardelli pesano e ti opprimono, e tu credi che il senso del fardello sia giustificato, qualunque cosa succeda.

È sufficiente, per esempio, per come tu lo percepisci, che una persona cara ti sia portata via, e tu senti uno spazio vuoto. Il fardello cerca di colmare il vuoto con altro vuoto spremendo il dolore con tutte le sue forze. Il fardello ti mette in ginocchio e così ti arrendi all’oppressione. Fai del fardello un peso massimo. Il fardello è come uno scialle che ti metti addosso per nascondere l’amore a te stesso. Portare il lutto, non è amore. Portare il lutto, è come troppo burro spalmato sull’amore. L’amore libera. Il fardello si attacca. Rimuovi il fardello. Vedi attraverso il fardello. Il fardello non è un bravo compagno. Non sovrapporre più la perdita a te stesso.

Nella perdita, in qualche modo, fai di te stesso il colpevole, quando non ce ne sono, a meno che tu non voglia chiamare colpevole la vita.

Per quanto impotente tu possa sentirti, puoi vivere senza la persona cara, e puoi amare senza la persona cara proprio lì, accanto a te. Il fardello non è amore. Il fardello è rappresaglia. Per ogni momento di gioia, esigi una penitenza da te stesso, punizione contro te stesso per aver amato, punizione al tuo cuore per avere supposto che tu potessi amare e continuare a farlo, anche quando il tuo amore è stato portato via dalla tua vista. Non è forse la storia vera questa?

Gioisci per il tuo amico che è venuto a Casa da me. Devi piangere perché la vita o la cosiddetta morte ti ha messo in sacco, ha rubato a te, ha rifiutato i tuoi appelli?

I fardelli sono egocentrici. Riguardano te e non il tuo caro. Hai delle lamentele e le tue lamentele sono come un coltello che ficchi nel tuo bel cuore per negare la sua esistenza e il suo gusto della vita che il tuo Buon Dio ti ha dato. Non permettere che il tuo caro sia la tua scusa per un egoismo eccessivo. Basta coi fardelli adesso. Lascia che la persona cara sia un mantello di apertura di cuore e di rinnovo. Nessuna pausa dall’amore e dall’abbracciare il mondo. Tu sei molto più di un’icona dell’amore. Tu sei amore. Sei un cuore pulsante che ama. Non fare del tuo amore una scusa per portare il lutto. Non esultare per il tuo cuore che chiami spezzato.

Non sei un cavallo che deve essere domato e reso docile. Permetti al tuo cuore di essere una rosa selvatica che continua ad arrampicarsi verso il sole e ci riesce. Una rosa selvatica non soffre. Una rosa selvatica arriva in alto e continua a salire e promuovere amore. L’amore non deve vincolarti. Deve elevarti. L’amore vero non deve essere supplicato. Deve essere amato.

Translated by: paula

 

Your generosity keeps giving by keeping the lights on