Le Sirene nella Mitologia Greca
La disperazione non è qualcosa che vi dovrebbe essere familiare. Pensavate che lo fosse? Che cos’è la disperazione se non rabbia nascosta? La rabbia e la disperazione non vi portano da nessuna parte. Lasciatevele alle spalle adesso. Non portatele più con voi, apertamente o passivamente. Ne avete avuto abbastanza. Avete pensato che vi servissero. Ora sapete che non sono vostre amiche. Affrontate la realtà e liberatevene.
Vi mancheranno la rabbia e la disperazione? È possibile. Cionondimeno, sono come una vecchia abitudine che non mantenete più. Non le mettete più da parte, in attesa del momento in cui esploderanno. A che pro, amati? Non siete destinati ad essere una montagna vulcanica, né siete destinati ad essere una montagna che si appiattisce. Voi non siete la rabbia. Voi non siete la disperazione. La rabbia e la disperazione sono come dei ramoscelli a cui vi aggrappavate nell’oceano. Pensavate che vi aiutassero a rimanere a galla. Sentivate che la rabbia significava nuotare forte. Con la disperazione, galleggiavate sulla schiena, e lasciavate che le onde vi portassero dove volevano. Azionatevi, amati. Guadate le acque rinfrescanti e nuotate. Trovate una direzione che vi piace e seguitela.
La rabbia e la disperazione sono come le Sirene che attirarono Ulisse e la sua nave e il suo equipaggio dal loro viaggio. Le Sirene avevano un’attrattiva di cui non erano all’altezza. Sembravano valorose. La loro isola sembrava certamente un buon posto per fermarsi per un po’. E tuttavia, una volta lì, le Sirene persero la loro bellezza e soltanto con grande destrezza riuscirono Ulisse e i suoi uomini a sfuggire ad esse. Il fatto è che essi dovettero sfuggire alle Sirene prima di essere catturati. Semplicemente non dovevano andare sull’isola dove le Sirene vivevano.
E così dovete voi stare lontani dalla rabbia e dalla disperazione. Non sono delle ultime risorse. Non sono affatto delle risorse. Sono degli scoppi e sono degli affondamenti e, decisamente, non nel vostro miglior interesse. La rabbia e la disperazione non devono essere vostri padroni. Voi dovete essere loro padroni. Quando una necessità sembra sorgere, chiamate tutto l’amore del Cielo e l’amore dentro di voi.
Amate voi stessi abbastanza da non cadere nei bassifondi della rabbia o della disperazione. Non vi si addicono. Non sono voi. Sono cattive consigliere.
“Da dove è nata la rabbia?” voi domandate. “Sembra essere comune. E che ne dici della rabbia giustificata, Dio? Dici che non esiste la rabbia giustificata?”
Io dico che, solo perché uno accende un fiammifero, non dovete adattarvi ad esso. Non dovete lasciarvi guidare da esso.
Esiste l’ingiustizia? Sì. Quando osservate la vita alla luce della giustizia e dell’ingiustizia, state guardando la porta sbagliata. Certamente, la porta esiste. E certamente, adesso, sta a voi provare un’altra porta. Vedete cosa c’è dietro. Osate aprirla ed entrare là dove non covate rabbia o disperazione. Andate avanti verso qualche altra cosa. Spostatevi nella saggezza e nell’amore, perché non sono anch’essi delle scelte a vostra disposizione?
Sul vostro letto, questa mattina, potreste posare gli abiti che indosserete oggi. Sono i vestiti che avete deciso di indossare. Avreste potuto scegliere altri abiti, eppure questi sono quelli che avete scelto. Li indossate tutto il giorno. La scelta è stata fatta. Voi avete fatto la scelta, ed ora vi attenete ad essa.
Allo stesso modo, attenetevi all’amore e alla saggezza. Uscite dalle trappole della rabbia e della disperazione. Sono due facce della stessa medaglia. Questa è una medaglia che non dovete trattare più.
Vi siete elevati ad un altro stato di coscienza dove la rabbia e la disperazione non possono venire. Non le portate più con voi, nemmeno come un supporto. Non le cercate, e non permettete ad esse di accodarsi. Lo stato arrabbiato e disperato della vostra vita è fatto e finito. Ora, venite con Me.
Translated by: paulaPermanent link to this Heavenletter: https://heavenletters.org/le-sirene-nella-mitologia-greca.html - Thank you for including this when publishing this Heavenletter elsewhere.
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