HEAVEN #3734 Perché state piangendo, amati?
HEAVEN #3734 Perché state piangendo, amati, 14 febbraio, 2011
Dio disse:
La tristezza vi lenisce. Ammettiamolo. A volte applicate la tristezza come un unguento. Traete conforto da tutti i vostri pensieri tristi. Anche quando vi fanno piangere, applicate i vostri pensieri e trovate un conforto rassicurante. Va benissimo, sapete. Quello che dovete fare è ammettere questo.
Persino il vostro senso di colpa contiene dolcezza. Persino la vostra solitudine contiene dolcezza. Vi piace sentire. Vi piace sentire tristezza. Non protestate. Se non vi piacesse, non la fareste emergere così tanto. Lasciate che quelle lacrime scorrano dai vostri occhi. Raccogliete la tristezza, e lasciatela andare là dove va tutta la tristezza. Si purifica e rifluisce di nuovo. Diventa sempre più dolce.
Non negatelo. Voi traete conforto da ciò che era e non è più. E, tuttavia, quello che desidero farvi capire è che gli eventi e le persone perdute, che vi mancano, esistono ora come sono sempre esistiti. È solo che non potete ritornare al tempo e all’esistenza fisica che essi offrivano. Naturalmente, a quel tempo, gli eventi e le persone forse non vi davano il conforto che ne traete ora.
E così, nella vostra maniera molto umana, cercate di riprendere la maglia che avete fatto cadere tanto tempo fa. Andavate talmente in fretta che non vi siete accorti di aver fatto cadere una maglia finché non eravate andati ben oltre. Allora perché state piangendo, amati? Per chi è la vostra tristezza? È per voi, perché non potete aggiustare ciò che una volta non avete impedito, perché non ne sapevate abbastanza allora, e non potete riparare ora, per quanto lo desideriate, per quanto vorreste averlo fatto quella volta.
Vi inginocchiereste adesso davanti alla vita che vi siete lasciati sfuggire così rapidamente una volta. Bacereste via le lacrime causate ad un altro. Bacereste via la vostra complicità in un gioco che ora svolgereste diversamente.
Baciate via le vostre lacrime adesso. Benedite voi stessi, e alzatevi dalla posizione inginocchiata. La tristezza del vostro lontano passato sta svanendo. Naturalmente, questo suo svanire contribuisce alla vostra tristezza anch’esso. È un’altra causa per essere tristi, perché non potete aggrapparvi così totalmente alla tristezza che una volta vi tenevate così stretta. Oh, no, state persino perdendo la vostra tristezza totale.
Naturalmente avete anche delle preoccupazioni per il futuro, ma, anziché alla tristezza, le preoccupazioni per il futuro tendono ad assomigliare di più al timore. Certamente, la tristezza è preferibile al timore.
Ora vi suggerisco di avere contentezza per il passato e per il futuro, perché no?
Per il passato, perché non essere contenti del fatto che ve ne preoccupate? Perché non essere contenti adesso per il fatto che siete cresciuti e riuscite a vedere da una prospettiva più ampia? Vorreste, se poteste, ritornare indietro e cambiare il vostro modo di reagire di allora ma, amati, non potete. Potete solo alzare il cappello e dire: “Mi dispiace. Mi dispiace adesso. Ora amerei ogni istante passato con te. Che cretino sono stato a non amare ogni istante con te allora. Potrei prendermi a calci. Ora tu sei molto caro a me e tiri fuori tutta la dolcezza in me, di cui non ero consapevole allora e di cui sono così dolorosamente consapevole adesso. E così sono cresciuto, e tu, che mi manchi, hai fatto parte della mia crescita. Ti ringrazio per tutto quello che ho imparato da te. Mi dispiace che mi ci sia voluto tanto tempo per imparare. Che tu possa sapere del mio amore ora. Forse l’hai sempre saputo, e sono io l’unico che non lo sapeva.
“Per quando riguarda il futuro, che io possa perdonare me stesso e lasciar andare gli eventi e tutti quanti proprio ora, e i rimpianti cesseranno di esistere.”
Heavenletters
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Traduzione di Paula Launonen

