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HEAVEN #3733 La nave chiamata Infinito

HEAVEN #3733 La nave chiamata Infinito, 13 febbraio, 2011

Dio disse:

A quale scopo vi consultate con l’angoscia? Sembra che la esploriate. La portate con voi come un talismano, come se l’angoscia fosse il vostro portafortuna.

Potreste portarvi appresso la leggerezza, eppure avete scelto di portare l’angoscia e tutti i suoi accessori. Un giorno preferite la paura vera e propria. Un altro giorno un’ansia fluttuante. Un altro giorno il panico. Non entrerò nel dettaglio di tutte le bizzarrie dell’angoscia. Conoscete già abbastanza bene l’intera famiglia.

Penso che abbiate intrapreso un viaggio che non dovete fare. Non ne avete bisogno. Avete esplorato l’angoscia e tutte le sue sfumature come se foste obbligati a conoscerla intimamente. Amati, voi non avete bisogno di conoscere l’angoscia. Non avete bisogno di preoccuparvi e di affliggervi per alcuna cosa. Potete sistemare la cosa di cui vi preoccupate, se sta a voi sistemarla. E se non potete sistemarla, allora lasciate che se ne vada per la sua strada. Quando ciò che avete temuto, qualunque cosa sia, si avvera e vi assale, affrontatelo nel momento in cui appare. Non dovete affrontarlo in anticipo. Non dovete fantasticarne.

Diciamo che temete per la vita di una persona cara. Godetevi il tempo che avete con la persona. Perché vorreste sprecare quel tempo preoccupandovi, quando potreste amare il vostro caro adesso?

Vedete quanto sono pratico, e quanto siete stati non pratici voi? Praticate ciò che Io pratico. Fate come faccio Io. Io porto il mondo intero nel Mio cuore. Non spreco il Mio tempo in preoccupazioni. Naturalmente, Io sono senza tempo. È proprio questo il punto. Lo siete anche voi.

Abbiamo l’Eternità per sistemare le cose. Non c’è fine a nulla. Non è mai iniziato e non finisce mai. Noi continuiamo semplicemente ad avanzare scoppiettando. Fischiettate una melodia allegra. Fischiettate mentre la vita risolve se stessa. Non siate pessimisti. Siate portatori di luce. Quando non c’è fine, non può esserci alcun destino funesto. Non siate tanto preoccupati del finito. L’Infinito è molto più digeribile. È anche più attraente. Considerate il mondo finito una voglia. L’Infinito è oltre il volere. L’Infinito non si pavoneggia, eppure cammina a testa alta.

Il mondo finito può strisciare. Può calciare. Può scalciare e urlare. Può vacillare. Il mondo Infinito non sa nulla di questo. Il mondo Infinito sa che cos’è meritorio e di che cosa prendere nota.

Voi studiate il mondo finito. Cercate di capirlo. Nel frattempo potreste viaggiare nell’Infinito. Il fatto è che state viaggiando nell’Infinito. Per tutto il tempo che vi state agitando con il vecchio mondo e i problemi percepiti, state veleggiando sulla Nave chiamata Infinito. Che ci guadagnate a vedere diversamente? Forse vi date l’idea che siete un abile gestore del finito. Amati, è il finito che sta gestendo voi.

Voi siete esitanti. Avete occhi che ruotano. Potete guardare in alto. Non siete costretti a guardare in basso. Siate il più grande risolutore di problemi del mondo, e i problemi arriveranno ugualmente. Nascono uno dopo l’altro comunque. Vi si presenteranno, alle vostre condizioni. Vi saluteranno, e quanto piace ai problemi che ci si preoccupi di essi. Graviteranno verso di voi che date ad essi l’importanza che desiderano. Vi saluteranno come vecchi amici, anche se vi hanno visto appena ieri.

Date importanza al benessere invece. Preferitelo. Fatene il vostro prediletto. Portatelo a fare delle passeggiate. Fate in modo che il benessere e la buona fortuna ricevano tutta la vostra attenzione. Venite, dimorate con Me.

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Traduzione di Paula Launonen