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HEAVEN #2583 Entrate dritto nel Cuore di Dio

HEAVEN #2583 Entrate dritto nel Cuore di Dio

Dio disse:

Questa è la Mia promessa a voi. Dritti come una freccia entrerete nel Mio cuore, rimarrete e non ve ne andrete mai. E’ la vostra consapevolezza che non se ne andrà mai, poiché per tutto il tempo siete sempre stati centrati nel Mio cuore. Io sono stato la vostra stanza di soggiorno, amati. Siete sempre stati più che connessi a Me. Siete stati sempre seduti nel Mio cuore con i piedi in alto, comodi, sicuri, facendovi una fumatina e godendovi ogni attimo della Nostra Unità.

Anche quando vi siete trovati in quella che chiamereste sofferenza, avete goduto della Mia ospitalità. E’ solo nella vostra mente che avete vagabondato. Avete fatto un viaggio immaginario. Siete andati in cerca di voi stessi, quando siete già stati trovati, in effetti mai perduti.

Indifferentemente dallo scopo del vostro viaggio, potete godervelo. Non è inutile. C’è valore e bellezza nel cercare voi stessi, anche quando la conclusione è già stata stabilita.

Potete guardare al vostro viaggio come se fosse un’opera di narrativa che state elaborando nella vostra mente. Ci pensate. La scrivete. Voi sapete quello che state scrivendo allo stesso tempo in cui scoprite ciò che state dicendo. Voi stampate il vostro libro e poi andate avanti e tracciate altre vie, sebbene siano già state tracciate prima.

Siete gli scopritori di quello che già sapete.

Spesso siete sorpresi, anche quando non c’è alcuna sorpresa. L’avete sempre saputo.

Voi conoscevate ogni passo del vostro viaggio, e conoscevate la vostra destinazione. La rintracciate, per così dire. Scoprite per conto vostro ciò che avete sempre saputo e dite: “Eureka."

Voi vagabondate lungo la circonferenza del Mio cuore. Non c’è altro posto per voi in cui vagabondare. Ma le vostre fantasie sono vivide. Le vostre fantasie sono messe su uno schermo e voi guardate il film della vostra vita. Naturalmente, voi non andate soli, per cui ci sono altri attori nel vostro film. Tutto si riconcilia. Non esiste un vagabondaggio reale. E’ solo un film, eppure c’è vagabondaggio e speculazione e conclusioni, e ci sono grida e c’è allegria, e ci sono grandi applausi e standing ovation. L’applauso è infinito, chiamate alla ribalta ripetute. Voi applaudite il vostro stesso film. Siete all’interno e all’esterno allo stesso tempo.

In realtà non vi alzate e non ve ne andate mai. Voi pensate di sì, proprio come pensate di essere da qualche altra parte e non nell’intimo del Mio cuore. Pensate di esservi smarriti in un qualche teatro da qualche parte o in un’arena o persino nella tana del leone. Il come interpretate le cose e ciò che è la realtà, sono due cose diverse. Ma il tutto viene a galla.

Il fatto è: Noi viviamo insieme nell’Eternità, e tutta l’Eternità è contenuta in questo momento del Nostro amore, del Nostro amore illimitato, infinito, inevitabile. Noi viviamo nell’amore. Che cos’è il Mio cuore se non amore, e dove potete vivere se non nell’amore del Mio cuore, e dove potete vagabondare se non nel Mio cuore, quindi dove potete andare? Da nessuna parte. Quando potete lasciare il Mio cuore? Mai. Quando toccherete il fondo della vostra esistenza e saprete dove siete realmente, saprete senza dubbio, sarete permanentemente stabiliti, incrollabili, consapevoli di ancor più dell’Eternità, e sarete così intimamente consci, senza essere coscienti di sé, invece essendo piuttosto coscienti di Dio, conoscendo, conoscendo, conoscendo soltanto amore, solo la mancanza di respiro dell’amore che non fa un sussurro ma è sentito chiaramente, viene fatto tuonare nei cuori che sono pieni fino a scoppiare, straripando nella Vastità del Mio cuore. Presto saprete. Saprete ora. Non esiste altro posto in cui possiate essere, amati. Nessun altro posto che possiate conoscere. Pensavate davvero che esistesse?

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Traduzione di Paula Launonen

Più che una promessa (non

Più che una promessa (non l'unica, non la prima e purtroppo non sarà l'ultima), una favola o, meglio, una barzelletta: in ogni caso, soltanto parole.
Perdonami, Jochen, ma non riesco a resistere: i messaggi di Dio mi fanno sempre più inc...re, è una questione fra me e Lui.

What do I need, beloveds? I

What do I need, beloveds? I certainly don't need your approbation. I, Who AM, I Who Am Everything, what can I possibly require but you to know Me so you know your own heart? It is you who needs your love for All That Is. Without that, you are bereft, and you disguise your bereavement in many ways.

Di che cosa ho bisogno Io, amati? Certamente non ho bisogno della vostra approvazione. Io, Che SONO, Io Che Sono Tutto, che cosa posso possibilmente volere se non che Mi conosciate, affinché conosciate il vostro cuore? Siete voi ad aver bisogno del vostro amore per Tutto Ciò Che È. Senza di esso, voi siete persi, e mascherate la vostra perdita in molti modi.

Dio
(Heavenletter #2721 Immersed in God)

Grazie, Paula, per la tua

Grazie, Paula, per la tua amorevole cura nell'aver cercato questo passo.

Mi spiace solo che tu non abbia null'altro, a tua volta, che Queste parole e, ovviamente, nessuna esperienza che non scaturisca, e quindi non dipenda, da Esse, per cui senza Quelle parole, tu non hai nulla, non conosci nulla.
Ciò detto, voglio sottolinearlo subito, senza alcuna ragione nascosta di offesa nei tuoi confronti o di chiunque altro.

Duunque, senza le parole (i concetti), quali che siano, tu non sei nulla: non puoi nemmeno sapere di esistere poiché, nella nostra esperienza di esseri pensanti (ma dovei dire, più esattamente, "pensati"), la nostra presunta identità è totalmente frutto delle parole e dei concetti che queste esprimono. E l'esistenza di ognuno è solo pari al suo apparire, come concetto, nella mente dell'altro.

Comunque, essendo forse questi miei concetti troppo complicati sebbene evidenti di per se stessi, a proposito di questo passo ti voglio dire che, come sempre più spesso avverto dai messaggi di Dio, anche qui, onestamente e per quanto riguarda esclusivamente me stesso, trovo ancora una volta un'assoluta mancanza di significato e di realizzabilità.
Bisogna fare molta attenzione alla parole poiché nascondono, per loro stessa natura a cui noi siamo assuefatti totalmente, il potere di creare la puntuale illusione di realtà da ciò che non ne ha alcuna: il nome, la descrizione non è la cosa descritta.

Mi è stato più volte rimproverato di essere - fastidiosamente, tediosamente (ma chissà perché?! ;-) - ripetitivo, eppure Dio mi batte di gran lunga in quanto a ripetitività (e questo lo trovo imbarazzante e scoraggiante nel provenire da Dio che, tu lo voglia oppure no, si rivolge a noi da un"esterno" alla nostra coscienza e proprio per questo ci confina al Suo esterno proprio in quanto ci parla, qualsiasi cosa Si curi di dirci in contrario) e le spara molto grosse in confronto ai concetti davvero elementari ed autoevidenti che io espongo e ribadisco.
Ma ovviamente se a parlare è nientemeno che Dio, sappiamo subito con "chi" ci conviene schierarci e di chi diventare seguaci, perfino, quando Lui stesso ci dice, in qualche attimo di lucidità, che noi in verità non esistiamo affatto! (se non è follia questa!)

Ma veniamo a questo passo e alle sue affermazioni.

Dio non ha bisogno di nulla poiché è tutto: allora a chi si rivolge se non a Se Stesso?
E se Dio se la prende con noi per il nostro mancato riconoscimento di Lui, non è questa semplice e pura schizofrenia? E' come se tu parlassi al tuo riflesso nello specchio e lo rimproverassi di non conoscere e sentire quello che tu senti e conosci.
E' incredibilmente ovvio che, in uno stato di follia, se tu ad esempio sei chiusa in isolamento, cominci ad avere allucinazioni e a dar vita, nella tua mente, ad un "altro" cui riferirti.
Ma c'è forse qualcun altro?!
Chi siamo "noi" se "noi", in assoluto, non esistiamo?
Quale soggetto, in se stesso e di per se stesso inesistente, può mai conoscere una qualsiasi cosa e men che meno Dio?
Se è solo Dio ad esistere davvero, tutti i problemi sono Suoi e così pure tutte le illusioni, le incomprensioni, le difficoltà... insomma tutto, ovviamente, poiché nulla può esistere al di fuori di Dio. Allora, banalmente, è solo Dio ad essere perso: non c'è alcun "altro".
Però Dio, che è Vita, ha dato vita anche ai suoi riflessi che, a loro volta, dànno vita. E così l'illusione sta in piedi da sé e non c'è modo di uscirne poiché, ovviamente, non c'è nessuno che possa uscirne: non c'è proprio nessuno!

Però siamo persi: dall'istante della nostra nascita siamo persi. Siamo persi anche se crediamo di non esserlo: dobbiamo credere di non esserlo.
Siamo persi anche se ci aggrappiamo disperatamente a qualsiasi concetto, credo, illusione, speranza... ma questo aggrapparsi non è affatto una scelta, è invece il prodotto del desiderio del piacere e la paura della sofferenza: il bastone e la carota dell'esistenza che è la nostra cella d'isolamento in cui, da perfetti folli, crediamo di essere sani di mente. Una cella d'isolamento davvero perfetta poiché creata dai nostri stessi sensi, dal nostro stesso cervello, ed in cui ciò che pensiamo, magicamente, ci appare davanti oggettivato, proprio come riflesso in un immenso specchio. Ed i folli hanno sempre bisogno di un "altro" da vedere davanti a se stessi, da considerare, additare, emarginare se possibile, come reale e folle, per poter credere di essere reali e sani di mente. Abbiamo bisogno dell'altro, di ciò che ovviamente non siamo e non possiamo mai essere, per "poter credere di sapere di essere". Eppure, non esistendo in verità nessuno, e dunque nemmeno qualcun "altro", allora siamo soli: riflessi di riflessi di riflessi... senza alcuno scampo, poiché senza alcuna via d'uscita che sarebbero possibili solo nello spazio e nel tempo che, sfortunatamente, sono solo apparenti ma assolutamente illusori anch'essi.

Beh! Come al solito Dio si sbaglia sul mio conto: io non mi sento perso e non ho proprio alcuna maschera né bisogno di averne. Io non ho guadagnato nulla nascendo e non perdo nulla né vivendo né morendo: tutto ciò che posso perdere sono solo parole e le perdo comunque, fortunatamente, come la vita che fin già dal momento della nascita, ho garanzia che mi è stata tolta; quello che accade, nel frattempo, Dio stesso ha cura di rassicurarci che è tutta illusione: e allora perché farne tante storie e preoccuparsi tanto dei risultati?

Io, da parte mia, ho solo un'infinita compassione dei miei simili e dei miei non simili - gli animali: ultimi dopo gli ultimi, sfruttati dagli sfruttati, schiavi di schiavi - che non possono sfuggire alla legge assoluta (l'unica reale) della sofferenza (il Buddha e solo lui l'aveva ben compresa). C'è più compassione nell'unghia del mignolo del mio piede sinistro che in tutte le Heavenletters.

E' solo il nostro arrogante, egoistico bisogno di avere uno scopo, una ragione per vivere, un guadagno, la sopravvivenza in definitiva, ma la forma, qualsiasi forma, è destinata a svanire nel nulla da cui era stata tratta, e noi solo questo siamo, non certo qualsiasi altra cosa ci compiaciamo di pensare di essere poiché il pensare stesso ha la stessa realtà dei sogni.
Possiamo certo immaginare di essere angeli umani, figli di Dio, operatori di luce, spiriti incarnati, questo e quello, certamente: la mente può trastullarsi con qualsiasi pensiero e immagine. Ma che ci possiamo fare? Il pensiero ci ha dato nascita - la nascita dell'ego -, non siamo certo "noi" ad aver dato nascita al pensiero e dunque "chi" esiste al di fuori del pensiero per poterlo controllare?! Che idea bislacca! Ridicola! Solo se nel "film", nella struttura del pensiero di una persona, esiste il "cambiamento" - determinato da innumeravoli combinazioni di altri pensieri consci ed inconsci - ,allora l'apparente cambiamento sembrerà avvenire, e l'io, prodotto a sua volta dal pensiero, nella sua totale cecità e puerile arroganza annuncerà a se stesso e al mondo: "IO l'ho fatto!"

Ma il pensiero ci abbandonerà, il pensiero cadrà e con esso ogni cosa che credevamo reale, noi compresi. Non c'è nulla di nuovo in questo, ci accade ogni notte: ogni notte la mente si stanca, o forse l'anima si stanca di noi, e noi moriamo assieme al mondo intero, e ogni giorno ricominciamo tali e quali come i nostri pensieri, desideri e timori ci fanno credere di essere. Il risultato è sempre zero, e nello zero, cosa c'è da perdere e cosa da guadagnare? E soprattutto chi c'è che possa perdere e guadagnare?

Ciao cara Paula.

p.s.: hops! Ancora una volta "of topic": ho abbassato le vibrazioni! Ho scritto eresie. Che cattivo che sono! Un eretico. Nessun pericolo, comunque: "We are connected by golden threads of thought, and as you think and as you move, you weave Me across the universe."("You are a Golden Filament of God"). Capito?! :big

Ciao, Jochen!

Caro Danilo, confesso che

Caro Danilo,
confesso che non ce l'ho fatta a leggere tutto il tuo commento. Ci proverò quando avrò più tempo. Per ora vorrei solo chiederti: Che cosa ne sai tu delle mie esperienze? Come fai a sapere che io non abbia avuto delle esperienze che non dipendano solo dalle parole di Dio? Ti posso assicurare che non è così, le parole sono venute DOPO. Ma non devo certo giustificarmi per nulla.
Basta con questa discussione inutile. Tu hai il tuo libero arbitrio, e noi abbiamo il nostro. Non ti abbiamo chiesto di non esprimere le tue idee, anche Jochen intendeva chiederti solo di esprimerli in una maniera un po' meno dura.

Cara Paula, ti assicuro: né

Cara Paula, ti assicuro: né duro né presuntuoso. Non è mio diletto disturbare od offendere gli altri. In quanto alle esperienze personali: quali e di chiunque siano, secondo me non significano nulla, come i sogni e le allucinazioni. Il significato glielo vogliamo dare noi poiché così ne otteniamo soddisfazione, speranza, scopo, autocompiacimento, nutrimento emozionale e continuità della nostro ego, per quanto "pio" si faccia.
Se anche in me o, per meglio dire, usando me, come Gloria, Dio parlasse, cosa mai cambierebbe per me? Proprio nulla! Solo se il mio ego fosse bisognoso di sostegno, nutrimento, sicurezza, desiderio di speranza, significato e scopo, allora ne farebbe un gran chiasso e se ne starebbe tutto il tempo ad autocompiacersi di qualcosa di cui non sa nulla e che nulla ha a che vedere con lui. Anche impegnarsi per salvare il mondo o donare amore e gioia e pace al mondo, è un'ottima identificazione per l'ego, una grandissima soddisfazione, un'assicurazione sulla vita. E' tipico di chi è solo, sconsolato, depresso, disperato, "convertirsi" a qualche buona, grande, "causa".

Le esperienze, quali che siano, dipendono dalla mente ed accadono all'io che è semplicemente un personaggio della stessa mente. Senza mente, niente esperienze, e non c'è alcun modo da parte della mente di sapere se esse sono reali oppure no: per la mente non c'è alcuna possibilità di sapere qualcosa in sé poiché ogni cosa è percezione, a sua volta interpretazione concettuale, pura fantasia proiettata, percepita e goduta o subìta dalla mente.
Ma so bene che ammettere una tale banale evidenza, è al di là delle possibilità dell'io, che ci tiene alla sua continuità e dunque alle esperienze da cui, appunto. è formato e nutrito.

In quanto al libero arbitrio, è solo un modo di dire: basterebbe solo un minuscolo lume di autoconsapevolezza per scoprire che una "cosa" del genere esiste solo a parole, come qualsiasi altra cosa che ci riguardi, a causa della memoria e dell'immaginazione, a loro volta predeterminate. Se i mei cani potessero parlare, annuncerebbero anch'essi al mondo di muovere con pieno libero arbitrio la loro coda appena mi vedono!

Cara Paula, forse, e ribadisco il "forse", il problema d'incomprensione fra noi è che, forse, voi non pensate, forse avete del tutto rinunciato a farlo e forse, in sostituzione, vi autoipnotizzate con frasi fatte e concetti divini, vi intossicate con overdose di emozioni ed elevate vibrazioni, e rifiutate a priori qualsiasi concetto "alieno", "diverso", non "ortodosso", "duro", come se fosse un virus pericoloso.

Io vi auguro, davvero vi auguro, di trovarvi sulla strada giusta. Comunque sia, non potete fare a meno di esserci poiché, ovviamente, non esiste il llibero arbitrio e dunque non potete scegliere diversamente, non potete scegliere i vostri pensieri di oggi meno di quanto abbiate potuto scegliere i pensieri di ieri, in quanto qualunque scelta è predeterminata da innumerevoli desideri e paure anche ben al di sotto della soglia della minuscola coscienza di cui siamo poveramente dotati.

Vabbè. Comunque ti ringrazio sempre tantissimo per le tue traduzioni: le Heavenletters sono per me quotidiana fonte di meraviglia!

Danilo