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Heavenletter #583 Salve

Heavenletter #583 Salve

Dio dice:

Io vengo nella tua vita in modi inattesi. Tu puoi aspettarMi. Puoi attenderMi. Puoi chiamarMi. Puoi esigerMi. Ma il modo in cui entro nella tua vita non è secondo il tuo progetto.

Sii innocente. Non sono un cameriere a tua completa disposizione. Io sono Dio.

ConsideraMi piuttosto un ordine da asporto per il quale chiami in anticipo. Io rispondo alla tua chiamata, ma tu non conosci l’esatto momento in cui suonerò il tuo campanello oppure a quale porta mi presenterò.

Non pensare che questo sia dovuto ad un capriccio o una follia o una dimostrazione da parte Mia.

In verità, Io ho continuato a bussare alla tua porta. Forte. Tuttavia, può essere una qualche piccola cosa che ti porta a sentire il Mio bussare.

Come la vita, Io sono atteso e inatteso contemporaneamente. Sono una sorpresa solo perché non Mi hai visto arrivare. Hai visto una tua immagine del Mio arrivo. Hai visto la tua idea preconcetta. Hai visto un certo tipo di parlata o abito ed hai visto il Mio ingresso come una cosa drammatica, com’è possibile che sia o che non sia.

Mi assicurerò che Mi vedrai come Io sono. Non Mi vedrai coi tuoi occhi compressi. Mi vedrai nella tua consapevolezza.

Una qualche piccola cosa farà voltare la tua testa nella direzione in cui Io sono. Forse quando meno te l’aspetti. Quando non stai guardando.

È qui che entra in scena l’innocenza. Aspettati il Mio ingresso nella tua vita ovunque in qualsiasi momento, ma non lo premeditare. Non è che Io insista ad entrare a modo Mio. È soltanto che i tuoi concetti preveggenti tengono lontana la tua consapevolezza. Le tue idee rigide tengono la Mia presenza fuori dalla vista.

Ecco perché sembrerà che Io entri di nascosto dalla porta posteriore o da una piccola finestra o attraverso il volo di un uccello o una frase di un libro o una foglia che cade o il suono di una canzone a distanza o una voce che sussurra nel tuo orecchio. Il tuo controllo ti rende cieco. Non è che il tuo controllo Mi tenga lontano. Nulla può tenerMi lontano. Il tuo controllo mantiene la tua consapevolezza lontana da Me.

Tu non puoi forzare il Mio ingresso. Puoi pestare i piedi e i pugni ed esigerMi quanto vuoi. Ma non pestare così tanto da non riuscire a vederMi proprio qui accanto a te.

Chiudi di più gli occhi e vediMi meglio.

Forse quando li apri, Mi vedrai così vicino a te che sospirerai e dirai “Ahh”. Oppure puoi vederMi con un’occhiata e non sapere quello che hai visto, ma saprai che hai visto qualcosa.

Io sono un Dio ordinario mentre nel contempo sono straordinario. Si potrebbe dire che Io indossi dei travestimenti, ma se lo faccio, è solo in modo da poter entrare nella tua visione.

Nel tuo cuore Io già risiedo.

Io continuo ad usare la parola “vedere”, ma potrei dire udire, sentire, percepire, toccare. Potrei dire un tocco lieve, un’onda, solletico, bagliore, scintilla, spruzzo, luce in movimento, quiete, ancora. Potrei dire più breve di un tocco. Potrei dire filtrazione. Mi filtro nella tua consapevolezza. Oppure potrei dire che affondo nella tua consapevolezza, galleggio, salgo, discendo, cado, scivolo. Dirò che scivolerò nella tua consapevolezza, e potrà sembrare che all’improvviso Io sia lì, come se ci fossi sempre stato, il che è la verità, e soltanto parzialmente visibile con la coda del tuo occhio.

Senza alcun dubbio Io sono stato lì, un riflesso nel tuo cuore esteso verso l’esterno finché tu non vedrai. Finché non saprai. Finché non sospetterai. Finché non ti renderai conto. Finché non coglierai. Finché non accetterai la Mia presenza inalterabile. Salve.

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