Sostituisci il controllo con la fiducia

God said:

Il detto secondo cui devi perdere te stesso per trovare te stesso, significa che devi toglierti di mezzo. Devi ammettere che hai cercato di stabilire la direzione o avere le cose a modo tuo e, così facendo, ti metti in mezzo. Interferisci. Quello è il tuo controllo. Non vuoi lasciare la tua vita fuori dalla tua vista o dalle tue mani, e così la limiti o la blocchi e le neghi la sua vitalità.

Una volta che lanci una palla, l’hai lanciata, e non puoi aiutarla ad entrare nel canestro. Tu hai cercato di portare la palla fino alla sua destinazione, quando devi invece lasciarla andare.

Il tuo controllo non aiuta. Al di là della fattibilità o non-fattibilità del tuo aiuto c’è il tuo bisogno percepito di far accadere delle cose. Come se tu lo facessi. Come se potessi!

Quando credi di poter controllare le cose e che debba farlo o che l’abbia fatto, dopo una sensazione momentanea di successo ti senti a disagio perché, dopotutto, sai come stanno le cose realmente. Sai che una palla lanciata è stata lanciata e va per conto suo, e tu non puoi fare altro che osservarla. Non puoi fare in modo che segni un canestro. La tua cosiddetta responsabilità è finita nel momento in cui la palla non era più tra le tue mani. Tu paragoni questo all’impotenza, ma il problema non è il potere bensì la fiducia.

Tu non sei il direttore dell’orchestra, però sei un suonatore.

Anche se fossi un direttore d’orchestra, non sei colui che suona gli strumenti. Sollevi la bacchetta, ma la bacchetta non suona le note. La bacchetta lascia che le note siano suonate. E chi maneggia la bacchetta deve permettere che siano suonate. Persino il suonatore del flauto deve permettere che le note fluiscano da sole. Chi fa la musica?

Sostituisci il tuo bisogno di controllo con la fiducia. La fiducia non sta nel sapere che la palla entrerà nella rete. La fiducia sta nel sapere che va tutto bene se lo fa e va tutto bene se non lo fa.

I giochi sono una tale metafora della vita. Voi pensate che ci sia davvero in gioco qualcosa. Pensate che qualcosa sia giusto o sbagliato, bene o male, di successo o fallito, quando al tempo stesso non sapete nulla. E quando la palla entra davvero nel canestro, che cosa avete? Alcune acclamazioni. E per un po’ pensate di avercela fatta. Che cos’è un evento in ogni caso? E qual è la vostra vera parte in esso? Afferrate la palla. La tenete. Dribblate con essa. La lanciate. E la afferrate di nuovo…

La vita è una collezione di cose nell’aria.

Puoi sentire una responsabilità mentre stai guardando, e in un certo senso è tutta responsabilità tua, ma in un altro senso non ne hai alcuna. Oppure possiamo dire che la tua responsabilità è stata completata prima che il particolare evento sportivo avesse inizio. Le cose sono in movimento. Tu le hai messe in moto, ma il movimento non è tuo.

Sei un ricevitore. Anche quando lanci la palla, sei il ricevitore. Sei il ricevitore di impulsi. La palla è un simbolo. È un pensiero concretizzato. È magico. L’intero gioco è magico. Goditelo. I risultati non sono così importanti. Il tuo lasciarli andare lo è.

Cedi il passo alla verità. Non stare così vicino alla base. Non correre così veloce. Non cercare di essere padrone degli eventi nella vita.

Ridi. Ridi di ciò che accade, perché tu sei più del gioco. Sei molto di più del gioco. Pertanto, basandoti sulla forza, non sul controllo, goditi il gioco. L’andamento degli eventi non è la tua vita. Godertela, la è.

https://www.facebook.com/heavenletters.italiano/

Translated by: paula

 

Your generosity keeps giving by keeping the lights on