“La Casa di Mio Padre”
"La casa di mio Padre ha molte dimore”, significa che ci sono delle dimensioni che non ti ricordi di aver visitato. Uso il termine “dimensioni”, ma questo non dice esattamente ciò che intendo dire. Non esiste una parola per quello che voglio dire.
È come se – solo come se – avessi una casa con un terzo piano, di cui non sei consapevole o di cui ti sei dimenticato (non consapevole e dimenticato sono la stessa cosa) –, e poi all’improvviso apri una porta dimenticata (hai un’intuizione) e ci sono le scale e ci sono le altre stanze, tesori presenti da sempre ma nascosti alla tua vista. Possono essere nascosti solo temporaneamente.
E dopo aver visitato questo terzo piano e averlo conosciuto, quando un qualche lampo si accende in te e decidi di essere aperto ad esso, scoprirai un’altra porta e un altro piano e altre stanze, ed è così che trovi l’infinito. L’infinito è molte dimore. L’infinito è un mattone dopo un altro. L’infinito è molte porte che si aprono.
Devi essere aperto verso le porte e allora esse si apriranno a te.
Se sei convinto che la tua casa sia finita e che ne conosca tutto il perimetro come il palmo della tua mano, allora stai imprigionando te stesso. Non hai bisogno di farlo. Non c’è alcun beneficio. I piccoli spazi non sono più sicuri dei grandi.
Senti, stai facendo il tuo viaggio. Non puoi scendere. Certo, puoi stare rintanato da qualche parte, ma prima o poi dovrai muoverti. Non puoi rimanere per sempre in un posto. In verità, non esiste alcun nascondiglio. Non esiste l’immobilità. Quando ti opponi al movimento, allora qualcosa ti fa muovere. Le sabbie mobili sono all’improvviso sotto i tuoi piedi o la terra trema oppure, improvvisamente, senza alcuna ragione nota, te ne vai da dove sei stato. Non sai verso che cosa stai andando, ma diventi di nuovo un viaggiatore consapevole e sei per strada.
Sei sempre stato per strada. E puoi fermarti solo per un periodo. Tu che sei immutabile, altrettanto immutabile quanto Me, devi muoverti nel mondo relativo e trovare altre dimore. La tua coscienza non può rimanere uguale senza essere compressa.
Tu cambi e il tuo esterno cambia. L’esterno si mette sempre in pari con te.
Tuttavia, uno potrebbe vivere nella stessa casa materiale per tutta la sua vita e continuare a muoversi. Uno potrebbe giacere immobile nello stesso letto e ugualmente muoversi. Non è la materia quello di cui stiamo parlando qui. Sei tu.
Devi essere come un’erbaccia che cresce a qualunque costo. Trova il posto in cui crescere. Deve germogliare. Deve raggiungere il sole. Deve andare oltre i suoi limiti. L’erbaccia fertile non riconosce dei limiti. Sa semplicemente dove deve andare. Non nega gli ostacoli. Solo, non bada ad essi, perché persino un’erbaccia sa che la realtà è il sole e che gli ostacoli al sole non la sono.
L’erbaccia sente il sole chiamarla. Pertanto, l’erbaccia deve andare al sole.
Il sole è per l’erbaccia come un incantatore di serpenti indiano. L’erbaccia è incantata e cresce verso il sole che la chiama. Un’erbaccia semplice conosce la propria inevitabilità e si fa largo a spallate verso la voce che sente.
Senti la Mia voce. Senti che ti sto chiamando. Apriti il varco per salire da Me. Chinati semplicemente nella Mia direzione e la Mia canzone flautata ti porterà da Me.
Persino il fumo si muove verso l’alto. Le erbacce e il fumo conoscono il proprio scopo più di quanto non lo conosca tu. Se essi possono salire verso il sole in alto, certamente puoi farlo anche tu. Tutto quello che devi fare è smetterla di tenerti giù. Sali e basta. Alzati. Fai il primo passo, che è semplicemente quello di alzarti.
Stai andando nella direzione del Sole in alto. Nota come, quando alzi il volto verso il Sole, anche il Sole ti segue. Il Sole ti attrae perché è attratto da te. Ti insegue. Ti chiama. Ti trova. E poi un giorno noti che il Sole ti ha trovato. La Sua luce era su di te e finalmente hai guardato insù e hai visto il Sole lì, in attesa che tu lo vedessi. Mentre il Sole ti stava aspettando, nel frattempo ti stava servendo.
Il Sole è il tuo servitore.
Io sono il tuo servitore.
Sono un servitore volenteroso.
Servire è la Mia gioia. Non ne conosco altre.
Conosco la Mia gioia quando Mi raggiungi.
Mi allungo verso di te.
Ora allungati in alto verso di Me.
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Translated by: paulaPermanent link to this Heavenletter: https://heavenletters.org/la-casa-di-mio-padre.html - Thank you for including this when publishing this Heavenletter elsewhere.
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