Heaven #4130 Alla Vita
Heaven #4130 Alla Vita, 16 marzo, 2012
Dio disse:
Non c’è modo di conoscere con certezza gli aspetti specifici di ciò che la vita ha in serbo per te. Ti dirò, tuttavia, che la vita ti serba molte meraviglie. La vita stessa ti sta aspettando, proprio mentre ci sei già dentro, muovendoti in essa, vivendo in essa, mascherandoti in essa.
Per gran parte della vita nel mondo, così com’è stata, tu hai marciato in una parata e sei stato anche sul marciapiede a guardare la parata. La vita è, invero, qualcosa da guardare.
Ti osservi mentre marci, e trai delle conclusioni. Stai marciando intenzionalmente seguendo il ritmo dei tamburi. E silenziosamente, oggettivamente, osservi te stesso marciare, e potresti anche battere i tamburi al cui ritmo stai marciando. E questa è la vita, così come la conosci, attività osservata e conclusioni tratte.
Tu sei più di quella mascherata che credi di essere. Hai preso un costume come tua identità e, allo stesso modo, hai visto gli altri come i costumi che indossano. O hai visto te stesso e gli altri come lo splendore di una casa in cui si vive o come gli zeri su una busta paga. Quello che le persone indossano, è solo ciò che indossano. Il posto in cui vivono, è una descrizione della casa in cui vivono, e il posto in cui vivono non è ciò che esse sono. La loro busta paga è soltanto la loro busta paga. La loro busta paga può essere interpretata come tante cose, di cui forse nessuna è vera.
Il sorriso di una persona può essere vero, o può non esserlo, ma, senza alcun dubbio, la condizione sociale degli individui, elevata o bassa, è una finzione. Nel mondo c’è una mascherata collettiva. Ci si danno delle etichette, e le etichette vengono usate, quando etichette non sono altro che etichette e non si avvicinano alla Verità. Quando tutti sono Uno, che cosa c’entra la condizione sociale?
È come se nella vita ci fosse un giocoliere che lancia delle arance in aria. Alcune vengono giù, e alcune non ancora. Alcune vengono giù come mele, e alcune vengono giù come rape. La vita è spesso come un atto di giocoliere. Voi vivete contemporaneamente in due mondi, e fate i prestigiatori con le due faccie della vostra vita.
La tua vita è in perenne movimento. Decisamente non è stazionaria. Eppure tu, un testimone silenzioso, attesti l’apparenza della tua vita sulla Terra.
Il movimento della tua vita è una faccia della medaglia. La quiete è l’altra. Esistono anche altre dimensioni, ma di questo parleremo un altro giorno.
Tu sei il testimone silenzioso della tua vita, e poi tu, il te che è sotto l’incantesimo del mondo relativo, trai conclusioni da ciò che hai visto. E così etichetti la tua vita. Dici che è bella o buona o okay, o che è difficile o tragica. È soltanto vita.
E così giudichi il valore della tua vita, come se una sola disposizione andasse bene e qualunque altro modo non fosse okay, come se la tua vita dovesse essere in un modo in cui non è. E così fai partire e fermi la tua vita, e magari ne blocchi il flusso. Ti fermi nella vita, mentre la valuti, come se tu fossi un agente delle imposte che somma i calcoli.
La tua vita non è soltanto quello che ci accade, ma è molto di più. Tu sei più di quello che appare. Ogni cosa è molto di più di quanto tu possa immaginare. Ammetti a te stesso ora che non sai poi tanto sulla vita. Saprai di più quando smetterai di giudicare la tua vita e, possibilmente, di condannarla.
Prendi la vita così come viene. Goditi il fatto di essere vivo. Non hai bisogno di litigare con la vita. Non devi decidere che la vita ha torto e tu hai ragione.
La vita farà le cose a modo suo. Abbi un po’ di comprensione verso la vita. Sii rilassato con te stesso. Sii tranquillo con la vita. Rilassati.
Heavenletters
Copyright@ 1999-2012
Traduzione di Paula Launonen

