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HEAVEN #3746 In mezzo all’oceano

HEAVEN #3746 In mezzo all’oceano, 26 febbraio, 2011

Dio disse:

Tutto il Mio amore. Che cosa pensate che significhi? Solo un po’ d’amore? Solo qualche volta? Solo una volta ogni tanto? Se siete fortunati?

Quando siete in mezzo al mare, non vedete tutte le onde che portano a riva. Non potete vedere così lontano. Siete in mezzo all’oceano. Però potete sapere che le onde che non vedete portano ugualmente a riva. Vi conducono nel posto desiderato. Anche quando i mari sono agitati, le onde vi stanno portando.

Le onde della vita non sono sempre quello che desiderate ma, tuttavia, come potete dire che non siano le onde giuste? È facile, nei momenti che sembrano sicuramente dei grossi guai, dire: “È la Volontà di Dio”, come se Io, Dio, avessi in mente un destino diverso per voi, come se Io fossi un Dio perverso, un Dio irrefutabile che toglie addirittura i figli alle madri, e le madri ai figli, un Dio insensibile, un Dio spietato, un Dio crudele, un Dio irriverente, per così dire.

Io non prendo i vostri dolori alla leggera. Vorrei che non vi addoloraste, ma voi, per essere onesti, direste: “Come posso non addolorarmi?” Non potete vedere le onde mentre sciabordano contro la riva. Io non prendo alla leggera l’angoscia che i vostri cuori sentono per gli impegni grandi e piccoli nelle vostre vite. Ci sono dei momenti in cui sentite che vi si spezza il cuore, e poi accade qualcosa di ancora più straziante, e allora il vostro dolore precedente assume una posizione inferiore nella scala dei dolori.

Da piccoli non avete avuto la caramella che volevate, e avevate il cuore spezzato. Non potevate capire. C’era qualcosa che volevate, ed era proprio lì, e la vostra Mamma o il vostro Papà non voleva darvelo.

Oppure c’era una rosa che volevate raccogliere, e vi fu negata anche la rosa.

E poi c’era un amore che volevate, e non potevate averlo.

Ci sono altre tragedie nella vita di cui non vedete mai la saggezza. Non ne vedete l’utilità. Nulla allevia il vostro cuore dolorante. Non c’è risposta che possiate trovare alla domanda perché, per esempio, perché lui è morto? Tutto quello che sapete, per quanto ne sappiate, è che lui è morto e questo fa male. Esistono livelli relativi di dolore? Sì, esistono, eppure il dolore è dolore.

Conoscete la Mia risposta. La morte non esiste. Esiste una cosa che sembra irrevocabilmente una morte. La vita sulla Terra è un intermezzo. La morte del corpo è secondaria, amati. Non è la tragedia che vi sembra. La vita per voi è fatta di bene, di male, e di non tanto bene o non tanto male, ma la morte del corpo di una persona cara non è un taglio crudele del bisturi del chirurgo.

Per uno come voi, tuttavia, come potete possibilmente pensare, figuariamoci sentire, che va tutto bene? Eppure il vostro caro ha raggiunto un porto così al di fuori della vostra portata e visione, che non riuscite nemmeno ad immaginarlo. E se quella che chiamate morte fosse un’occasione per gioire? E se lo potesse essere? In ogni caso, amati, essa non è il colpo di randello che voi attualmente credete. La morte del corpo non deve essere l’atto definitivo che voi pensate. È un’apertura. Non dovrebbe ferire voi né colui che lascia il suo corpo. Il corpo è grande e importante per voi. Il mondo dice che la morte è un’enorme cosa mortale, quando in realtà essa è soltanto un passaggio attraverso lo specchio.

Ma voi non riuscite a trovare il conforto. Che si tratti di un bambino piccolo o di un padre vecchio, voi piangete e non riuscite a capire, non potete accettare, e così combattete ciò che è inevitabile mentre siete in un corpo sulla Terra. La morte del corpo è una cosa grossa per voi, eppure non è una cosa importante. È un’illusione, amati. Io non porto via nessuno.

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Traduzione di Paula Launonen