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HEAVEN #3724 Tutte le risposte

HEAVEN #3724 Tutte le risposte, 4 febbraio, 2011

Dio disse:

Ogni ragazza, non lo vedete, vuole essere Cenerentola. Ogni ragazzo, non lo vedete, vuole essere il Principe. Sia Cenerentola sia il Principe nella storia sapevano in qualche modo di essere più grandi di quanto sembrassero.

Cenerentola è davvero regale. Le ceneri sembrano reali, ma non lo sono. Sono un simbolo.

Il Principe è regale nel suo cuore, ma porta anche tutto l’armamentario dei reali. L’armamentario non è la sua regalità. È soltanto l’apparenza di regalità. Chiunque può indossare un costume. Il costume non fa un principe.

Il Principe desiderava che il mondo vedesse Cenerentola come lui la vedeva in realtà. Possiamo dire che il Principe vedeva al di là delle ceneri. Vedeva che erano meramente ceneri. Significavano ceneri e non avevano un significato più grande. Il Principe vedeva attraverso il livello superficiale della vita. Il Principe, educato com’era, non conosceva ancora il suo Vero Essere, eppure vedeva il Vero Essere di Cenerentola.

Cenerentola non conosceva ancora la verità piena di se stessa, eppure sapeva di essere più di una ragazza addetta alle ceneri. Era chiamata Cenerentola. Rispondeva a questo nome, e tuttavia era più elevata della matrigna cattiva e delle sue due figlie vanitose, che la chiamavano così. Lei sembrava una sguattera, eppure era una principessa.

La matrigna cattiva non sarebbe potuta essere diversa da come appariva, pure lei? Questa era davvero cattiva. La storia non ci racconta come mai lo era diventata. Una volta era stata una ragazza innocente? Che cosa la rendeva così altezzosa? Quale insicurezza la rendeva così altezzosa? Non sto cercando delle scuse per il suo egoismo, perché non era necessario che lei fosse così. Ciò nondimeno, nascosta dentro di lei, c’era una perla di grazia che lei aveva seppellito. Naturalmente, lei non si vedeva come cattiva. Si vedeva come una che difende la propria posizione. Voleva che fossero le sue figlie a sposare il Principe. La sua motivazione non era così cattiva, salvo che si buttava nelle cose in modo limitato. Comunque, la sua motivazione principale era che una delle sue figlie diventasse la sposa di un Principe, o stava cercando di realizzare il proprio desiderio di essere una madre e una suocera regale?

E le figlie cattive, era davvero un loro desiderio essere una Principessa? Certamente, non avevano pensato realmente a cosa significasse essere una principessa. Non avevano pensato oltre le nozze. Non avevano pensato a che cosa significhi realmente essere una principessa. E non avevano nemmeno considerato come colei che sarebbe stata principessa si sarebbe potuta separare dalla sorella e in che modo avrebbe reagito colei che sarebbe diventata una mera fanciulla di servizio? Questa è un’altra storia. E, nel frattempo, erano loro delle brave figlie che desideravano fare piacere alla loro madre? Si fecero persino dei danni fisici per realizzare il sogno della madre. La madre voleva tutto quello che il mondo possa dare.

Questo è proprio il mondo relativo. Se la matrigna cattiva fosse stata una matrigna dolce e le sue figlie gentili e arrendevoli, dove starebbe la favola? Dove sarebbe la storia?

Se la zucca non si fosse trasformata in una carrozza, con che cosa sarebbe andata al ballo Cenerentola? Se i topi non si fossero trasformati in cocchieri, chi avrebbe guidato e accompagnato la carrozza? Persino Cenerentola dovette fare la sua comparsa in un modo che il mondo avrebbe compreso.

Noi capiamo che la Fata Buona agitò la bacchetta magica, ma da dove venne la Fata in realtà? Apparve davvero dal nulla come una che porta la ricompensa, o era stata sempre presente dentro Cenerentola e il Principe e non dentro la matrigna cattiva e le sue figlie, o era stata così nascosta dentro di loro che la Fata non poteva emergere in superficie? Chi è la Fata in realtà, da dove viene, e che cos’è che la fa apparire quando lo fa? Il bambino in voi conosce tutte le risposte.

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Traduzione di Paula Launonen