HEAVEN #3720 L’entrata in una miniera d’oro
HEAVEN #3720 L’entrata in una miniera d’oro, 31 gennaio, 2011
Dio disse:
Circa il 99% delle idee che avete, provengono da qualche parte e sono state lanciate dentro di voi. Per la maggior parte, le vostre idee non sono originali. Vi sono state cucite addosso. Vedere in maniera diversa potrebbe non venirvi nemmeno in mente. Il senso di colpa, per esempio. C’è tanto scalpore attorno al senso di colpa, che deve durare a lungo, come se il senso di colpa fosse una virtù, come se la penitenza fosse una virtù, come se doveste espiare una colpa.
Che cos’è la colpa, se non che allora non sapevate quello che sapete ora? DiteMi, è forse una cosa cattiva? Lo stesso vale per il rimpianto. Il rimpianto è un altro dissipatore di tempo e cuore.
Quali sono le cose peggiori nel mondo, così dice il mondo, se non la morte e la malattia. E se la morte e la malattia fossero viste come amici e non come nemici? E se la morte fosse un premio per aver vissuto, anziché una condanna a morte? E se la malattia fosse un buon medico che ha rimosso la cattiva salute e ristabilito l’equilibrio? Di certo, la malattia intende essere curativa.
La morte è un’entrata in una miniera d’oro. La morte è una corsa su un tram che vi porta al di là dell’arcobaleno. E se la morte fosse vista come un non-evento per cui gioire? E se la morte fosse una promozione dal corpo e anima alla sola anima? E se ci fossero degli applausi per la morte e la morte non fosse vista come lo Spietato Mietitore? E se la morte fosse vista come il culmine della vita, che assomiglia di più ad uno zaino che uno si porta in spalla mentre passa per una certa strada? La morte è un biglietto gratuito dato uno alla volta a tutti coloro che sono pronti a passare oltre. Prima o poi, i corpi muoiono. E tutti riceveranno quel biglietto gratuito che li introduce in un mondo al di là dei sensi.
E se non esistesse una cosa come lasciare un altro? Anche se uno se ne va, come le imprese di pompe funebri amano pronunciare con tono solenne, e se non ci fosse alcuna solennità nella morte? E se il lutto non fosse più protagonista nel mondo?
La morte non ha ancora fatto visita a voi che rimanete indietro, e voi andate avanti come se foste colpevoli della morte di una persona cara. La morte del corpo era destinata molto tempo prima che arrivaste sulla scena. Il corpo è soltanto il corpo, dopotutto. Conteneva una ricetta per la vita sulla Terra. Non c’è nulla da piangere, tranne un corpo che rimane. Quanto caro e esagerato è la potenza di un corpo amato.
Preziose per voi sono quelle che ora sono le spoglie mortali. Non importa, il corpo era una macchina che aveva una scadenza. Il corpo è solo tutto quello che dite che sia. Ma prima o poi, è un veicolo che restituite.
Le foglie cadono dagli alberi. L’infanzia cresce diventando età adulta. Il corpo è sempre stato una cosa che cambiava. Nessuno lo tiene per sempre, e perché dovreste pensarlo? Praticamente parlando, quale sarebbe il vantaggio?
Il corpo è un falso idolo, amati. Amate il corpo, ma non ne fate un santuario. È vero, esso ospitava un’anima, un’anima possente, ed ora l’anima è andata a pascoli più verdi. Il suo tempo è finito. Non c’è bisogno di dare tanta importanza ad un corpo. Un corpo è, dopotutto, soltanto un corpo. L’anima conosciuta, ma invisibile, ha avuto un buon ritorno là da dove era venuta e da dove, in effetti, non se n’era mai andata. L’anima del corpo è sempre stata là dove si trova adesso. Non c’è mai stata una partenza. Un cerchio è stato chiuso. Tutti i nodi sono stati annodati. Della morte del corpo non dovete farne un dramma così grande. Godetevi i momenti della vita. Rinunciate al lutto e al senso di colpa e al rimpianto e a tutte le cose del genere, e mandate su di giri la vita invece.
Heavenletters
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Traduzione di Paula Launonen

