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HEAVEN #1816 Aiutare gli altri

HEAVEN #1816 Aiutare gli altri, 11 novembre 2005

Dio disse:

Ti chiedi, quando hai promesso di fare qualcosa per un altro, se hai scavalcato la sua propria responsabilità. Forse ti sei domandato: “Quanta responsabilità devo prendere? E se la prendo e non la voglio più? Che cosa faccio allora?”

E ti chiedi anche: “Sto rendendo qualcuno dipendente da me? Sono forse dipendente dal servirlo? Voglio essere fidato, ma non che si dipenda da me. Voglio essere affidabile, ma non voglio che si faccia troppo affidamento su di me per il mio bene o per quello di un altro."

Questa è vita relativa, amati, e tuttavia, mentre molto dipende da una situazione particolare, esiste una risposta generale: Assumiti la responsabilità quando è più che l’idea a rendere felice il tuo cuore. Nel tuo cuore, vuoi essere una persona che fa cose meravigliose, eppure a volte non hai la capacità di realizzare ciò che onori. Benedici tutti gli Esseri Umani che, in buona fede, riescono ad aiutare gli altri a portare i loro fardelli.

Così potresti desiderare di essere generoso, ma non lo sei o non lo sei abbastanza.

Qualche volta ti capita persino di volere aiutare qualcuno a portare i sacchetti della spesa, e in qualche modo esiti. A volte pensi troppo.

L’uomo che aiutò Cristo a portare la croce, non soppesava i pro e i contro. Non pensava a tutte le ramificazioni. Vide una semplice necessità e la soddisfò semplicemente. Lo fece per la semplice ragione che si trovava lì e vide la necessità. Non importa se il suo nome è ricordato o meno. Il suo semplice atto è ricordato e sintetizzato nel cuore di ognuno.

Qualche volta è l’ego che ti spinge a compiere atti di bontà. Il tuo motivo può essere più nascosto di quanto tu pensi. Sii onesto con te stesso. A volte, amati, persino il desiderio di entrare in Cielo ha un suo motivo nascosto.

Quando c’è un incendio, tu non pensi: “Ognuno per sé. Che ognuno trovi la propria via d’uscita.” Non dici inoltre: “Coloro che trovano la via d’uscita, sono destinati a trovare la via d’uscita. Non sta a me interferire.” Può darsi che tu non sia il grande eroe che porta in salvo tutti quanti, però cerchi di spegnere il fuoco.

Puoi giustificare o non giustificare qualsiasi cosa desideri. Fai le tue scelte e non dipendere da motivi esteriori per sostenerle, perché allora ti renderesti dipendente dai motivi.

Ci sono sempre dei motivi per fare e motivi per non fare.

La dipendenza non è sempre stata considerata una cosa cattiva. La dipendenza esiste. Un giorno qualcuno dipende da te. Un altro giorno tu dipendi da qualcuno. Forse sei scappato dalla dipendenza reciproca, come scapperesti davanti ad un toro. Tu puoi servire soltanto servendo.

Essere capaci di dipendere da un altro non è una cosa cattiva. Dipendere può essere chiamato anche fiducia.

Segui il tuo cuore per il suo stesso valore, non per il valore imposto ad esso.

Sintonizza le tue parole col tuo cuore, e fai avverare le tue parole. Sii in grado di fidarti delle tue parole, amato.

Io ho fiducia in te. Possiamo dire che Io sono dipendente da te. Dipendo dal fatto che tu Mi serva nel mondo. Quando Mi servi, la tua attenzione è sul servirMi. Non tanto su questo individuo o quell’individuo che stai servendo e su quanto stai servendo, ma piuttosto la tua attenzione è sul servire un orizzonte più ampio.

Amati, quando servite Me, servite voi stessi. Analizzare e soppesare non hanno nulla a che fare col servizio. Semplicemente, servite con semplicità.

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Traduzione di Paula Launonen