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HEAVEN #1115 Quello che non siete

HEAVEN #1115 Quello che non siete

Dio disse:

La sconfitta non può esistere se non in termini di successo e fallimento.

Il senso di sconfitta non è niente più che un risultato strampalato dell’aver stabilito degli standard e non averli raggiunti poi. Avete accettato l’idea che esistano degli standard che dovete rispettare. E se non lo fate, siete convinti di aver fallito. Fallito in cosa, chiedo Io.

Non solo andate incontro alla sconfitta, ma continuate ad elevare i limiti. Scommettete contro voi stessi. Una volta un ‘buono’ in algebra era meraviglioso, ma ora siete depressi se non avete un ‘ottimo’. Davvero, diteMi che cosa dipende dal vostro raggiungere questi limiti arbitrari?

Siete consapevoli dell’energia che deviate in giochi del genere?

Quando eravate zoppi, eravate felici quando riuscivate a fare un passo. Quando potevate camminare intorno all’isolato, vi lamentavate di non poter correre. Poi vi lamentavate di non poter correre in una gara. E poi vi lamentavate di non poterla vincere.

Che cosa c’è di tanto meraviglioso nel fare delle gare di corsa? Cosa c’è di tanto meraviglioso nel vincere? Che cosa cambia questa cosiddetta vittoria, se non la vostra soddisfazione di voi stessi? Onestamente, voi pensereste che la vostra vita dipenda dal vostro vincere qualcosa. In che modo il vincere è più importante del non vincere? Voi frustate il cavallo che cavalcate. E poi?

Un uomo con una corona in testa è lo stesso uomo senza la corona. Un re è un re con o senza. Sebbene una corona possa creare re un uomo, la corona non crea l’uomo. Una corona è solo un simbolo.

Almeno una corona è un simbolo comunemente accettato. Ma che cosa simboleggiano la vittoria e la perdita?

Siete bravi ad accettare il concetto di sconfitta, ma non tanto bravi ad affrontarla senza battere ciglio. Gareggiate di meno.

Lasciate che la vostra motivazione sia interiore. Gareggiate per il semplice piacere della gara.

La vita non è da vincere, realizzare, superare. La vita deve essere vissuta man mano che andate avanti. Non ponetevi più queste misure arbitrarie. Non vi fanno avanzare. Vi trattengono. Anche quando vincete, siete in una posizione scomoda.

Avete un’immaginazione tale da pensare che vincere (o perdere) faccia differenza, ma non si tratta di cambiamenti sconvolgenti. Non sono affatto dei cambiamenti! Sono solo delle diverse etichette poste su di voi. Non ponetene su voi stessi.

Vincitore e perdente sono entrambi dei nomi falsi. Sono insignificanti. Vittoria o perdita non tocca la vostra verità.

Se siete primi in una fila, ciò significa solo che siete primi in una fila. Se siete gli ultimi in una coda, significa solo che siete ultimi nella coda. Invertite la fila e il primo diventa l’ultimo, e l’ultimo diventa il primo.

Se siete una persona istruita, siete istruiti. I voti non vi hanno reso tale.

Se siete naturalmente biondi, siete naturalmente biondi. L’approvazione non vi ha fatto diventare biondi. E nemmeno la disapprovazione.

Quello che voi siete, lo siete indifferentemente dai segnapunti. Quello che siete non può entrare in un segnapunti. Allora perché tenere il punteggio?

Non potete essere contenti di voi stessi altrettanto un giorno quanto lo siete un altro giorno?

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Heavenletters

Traduzione di Paula Launonen