Continua a camminare verso il Sole
La sofferenza sembra essere incontrollabile, perché quando ci sei dentro, ci sei dentro.
Oppure cerchi di gettare la tua esperienza di sofferenza nelle mani di qualcun altro, forse in quelle di un dottore, forse in quelle di tuo marito o di tua moglie, del tuo datore di lavoro o del tuo amico o di tuo figlio, oppure a Me. Butti la responsabilità su qualcun altro e qualche volta, dal tuo punto di vista, la responsabilità significa che qualcuno ti salvi e, qualche volta, la responsabilità significa che qualcuno si prenda la colpa.
Prima o poi, tutta la sofferenza rientra ed è scomparsa come un’onda di un oceano. Le onde vanno e vengono, e tu rimani.
È un miracolo quando un’ondata di sofferenza si ritira da te. La sofferenza è vissuta come un esattore che non vuole lasciare la tua porta e tu sei desolato e piangi e senti che non riacquisterai mai le forze e il sole non uscirà mai più. A volte l’esperienza di sofferenza scompare spontaneamente e in altri momenti la sofferenza sembra prendersi tutto il suo tempo.
Di sicuro sembra che la sofferenza ti stia dando la caccia e si agganci a te con o senza un preavviso. Ecco il fatto, amati: La sofferenza non deve maltrattarvi. Una cosa è avere la sofferenza che si attacca a voi, e un’altra cosa è credere all’idea che voi siate una vittima impotente della sofferenza. Soffrite, se dovete, ma non portate un cartello nel vostro cuore che dice:
“Vittima ancora una volta. Sconvolto dalla vita. Iniziato al vittimismo. Nominato una vittima protagonista nel mondo. La vittima più votata.”
Non è una medaglia d’onore sentirsi una vittima. Il vittimismo non vi dà merito.
Può darsi benissimo che siate stati una vittima qualche volta nella vita. Forse siete stati maltrattati. Il fatto che siate stati una vittima in passato, non significa che dobbiate essere una vittima sempre. Qual è la cosa da fare? Sia che cadiate in una fossa o che siate spinti in essa, voi siete un agente libero che si tira fuori. Ho detto in passato, amati: “Siate il vostro salvatore”. Voi. Uscite dalla modalità di vittima.
Una vittima è impotente. Voi non siete impotenti. E non siete soltanto un sopravvissuto. Oh, no, essere un sopravvissuto non è sufficiente. Forse avete indossato un vestito nero ieri. Cambiate il vestito oggi. Non continuate a indossare lo stesso completo o lo stesso vestito. Ieri, eravate un sopravvissuto. Oggi, siate come un cavallo al cancello di partenza su cui scommettete. State partecipando alla corsa. State correndo oggi, adesso, non ieri, ora. In questa corsa più rilassata, che Io propongo, non dovete raggiungere un record. Non dovete competere, nemmeno con voi stessi. Dovete solo uscire e fare il giro della pista della vita oggi.
Non dovete essere la matrigna delle favole che guardava nello specchio e domandava: “Chi è la più bella di tutte?” Nel vostro caso, non dovete chiedere: “Chi ha avuto le maggiori difficoltà di tutti? Chi è la più grande preda di tutti?” Non dovete fare la corte al vittimismo.
Essere speranzosi non è sufficiente. Speranzoso vi lascia ancora alla mercé dei venti. I cambiamenti arrivano, e sembrano davvero un dono, ma voi non aspettate la compassione perché questo fa di voi una vittima senza entusiasmo.
Non dovete nemmeno essere i più coraggiosi di tutti nella vita. Non dovete essere un eroe radioso della vostra vita, ma dovete uscire dalla modalità del mondo che dice che siete sottoposti alla vita. Voi siete quello che va incontro alla vita. Non assumete un ruolo nella vita che vi lascia alla mercé della vita. Tutto quello che vi si chiede è di continuare a camminare lungo un vialetto di campagna verso il sole.
Translated by: paulaPermanent link to this Heavenletter: https://heavenletters.org/continua-a-camminare-verso-il-sole.html - Thank you for including this when publishing this Heavenletter elsewhere.
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