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Heavenletter #5376 La vita che conduci

Heavenletter #5376 La vita che conduci

Dio disse:

La tua vita riguarda solo te. Naturalmente Io ho detto che la vita non riguarda tutta solo te. Sì, la vita riguarda molte più cose e non solo te. Cionondimeno, tu sei quello che vive la tua vita. Sta a te battere il ferro finché è caldo. Di sicuro la tua vita sembra accaderti. Tu sei quello che conduce la tua vita. Ascolta questa espressione – tu conduci la tua vita. Esiste una parte in cui indirizzi la tua vita in una direzione o un’altra.

Per esempio, potresti avere un giorno o parte di un giorno in cui non fai altro che ridere e ridere. Presumibilmente stai ridendo perché stanno accadendo delle cose divertenti o stai leggendo di cose divertenti o ti capita di ricordare qualcosa che ti fa ridere. Decidi che debba esserci un motivo valido per ridere, e così lo trovi.

Ovviamente qualcosa dall’esterno può scatenare il tuo riso. Nel frattempo, il riso proviene dal tuo interno. Il riso sgorga dal di dentro. Poi qualcosa all’esterno di te dà al tuo riso una spinta, e così trovi una scusa per ridere. Sei d’accordo che, qualunque alibi tu abbia per la causa del tuo riso, lo stimolo proviene dal profondo dentro di te? Una cosa o un’altra stimola il tuo riso. Stavi aspettando che accadesse.

Lo stesso vale per la stimolazione delle lacrime e della tristezza. Tutta la tristezza risiede dentro di te. Prima la tristezza. Poi l’attribuisci a qualcosa. Forse ti manca qualcuno che non può più apparire in questa vita, o ti manca la tua gioventù, o perché hai preso una certa svolta in una certa congiuntura della vita, ora ti domandi che cosa sarebbe successo se avessi preso un’altra svolta e non quella che hai preso – e se avessi esultato invece di esitare, come sarebbe la tua vita adesso?

In ogni caso, tu vedi la transitorietà di questa vita che è come polvere fine tra le tue mani e poi svanisce. Non puoi mantenerti come eri in passato. Chiunque tu sia, qualsiasi cosa provi, la dolcezza o il dolore del passato non ritornerà davanti a te.

In un certo senso, la dolcezza e il dolore sono la stessa cosa. Ti toccano. Il loro ricordo ti tocca. Puoi fare tutto quello che vuoi e, ugualmente, il passato non ritornerà mai, sebbene ritorni inutilmente nella tua mente abbastanza spesso.

Sai, alcuni cavalli hanno dei paraocchi così che non possono guardare né a sinistra né a destra, non possono deviare, ma possono andare solo diritto in avanti. I Miei figli non hanno tali paraocchi. Inversamente, i Miei figli hanno dei pensieri del passato che servono da paraocchi a ciò che sta davanti a loro.

È come quando aspetti un autobus e il bus arriva, e sei tu che ci sali su. Anche quando prendi l’autobus all’ultimo momento, sei tu che corri dietro al bus. Oggi aspetti l’autobus chiamato Riso e un altro giorno aspetti il bus chiamato Tristezza. Ogni volta, l’autobus che aspetti, arriva. È così che stanno le cose, sei d’accordo?

Ovviamente alcuni bus ti colgono di sorpresa. Non li stavi aspettano, eppure arrivano. Questi bus possono avere dei nomi come Morte, Incidente, Guaio, eppure ti affretti a salire sull’autobus. Potresti aspettarti dei bus chiamati Gioia, Allegria, Bellezza, qualunque cosa ti piaccia. Ci sono parecchi autobus nel mondo. Sali sui bus che vuoi con entrambi i piedi e lascia che quelli che non vuoi si fermino, se vogliono, ma tu non devi entrare e sederti. Puoi osservare gli autobus passare o puoi salire senza sederti o, se ci sali su, puoi scenderne.

Chi dice che tu debba rimanere sugli autobus su cui il tuo cuore non desidera rimanere?

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