Heavenletter #5292 La frustrazione vi irrita
Heavenletter #5292 La frustrazione vi irrita
Dio disse:
Quando siete oltremodo frustrati, siete convinti che la frustrazione debba allontanarsi da voi. No, Miei cari, siete voi che dovete staccarvi dalla frustrazione. Sapete che non sto suggerendo che lasciate che la frustrazione continui a percuotervi. Sto dicendo il contrario.
State parlando di frustrazione che vi domina, come se non aveste alcun controllo sulla faccenda. Quello che potete fare, per quanto a malincuore, è mantenere un po’ di distanza tra voi e la frustrazione. La frustrazione non vi ucciderà. Non sta cercando di rovinarvi.
Per qualche ragione, qualunque sia, avete raggiunto il vostro limite. Siete voi che stabilite il vostro limite.
La frustrazione deriva da persone e da cose che vi irritano. Quando il computer sembra avere una mente tutta sua, il computer non vi sta dando la caccia. Non ce l’ha con voi. In effetti, il computer non sa computare.
Lo stesso vale per le persone. Hanno una certa prospettiva, diversa dalla vostra. Siete voi che dite di esservi scontrati con un muro. Vi siete imbattuti in qualcosa che vi distoglie dal vostro proposito. Il vostro proposito deve essere così sballottato dalle perturbazioni nel mondo? Quando qualcuno o qualcosa sembra bloccarvi la strada, qual è la prima cosa da fare? Aggirarlo, amati. Non dovete andare a capofitto incontro alla frustrazione.
Potreste chiamare queste frustrazioni delle interferenze. Non aggiungete il danno alla beffa. Non permettete alla frustrazione di essere il vostro crollo. Non dovete gettare la spugna. Né dovete continuare a combattere. Uscite nell’aria fresca. Fate una passeggiata. Fate un giro in bicicletta. Toglietevi dalla pista della frustrazione su cui siete adesso. Cambiate.
Siate più ricettivi verso il quadro più ampio. Non dovete essere catturati dalle frecce della frustrazione. Davvero, non dovete essere un bersaglio così facile. Non sta a voi accusare chiunque o tutti gli altri dei vostri mal di testa.
Qualsiasi cosa sia a causarvi frustrazione, siete voi a scuotere la vostra barca. Dovete per forza andare in collera? A che scopo? Nell’interesse di chi? Non nel vostro. Allora deve essere per amore della frustrazione, giacché pagate caro per accrescere ciò che non avete voluto in primo luogo.
Amati, la frustrazione esiste, ma dove esattamente? In qualche modo ha incrociato il vostro cammino. L’avete presa a bordo. L’avete adottata. Per quanto la frustrazione sembri un avversario, si tratta di più che di un pugno di mosche che vi ronzano attorno o di zanzare che vi pungono. La frustrazione è un’idea. State combattendo contro un’idea.
Se sentite che la frustrazione è una punizione, allora state punendo voi stessi. Confessate. Una cosa o molte cose non sono andate per il verso giusto. Si sono accumulate intorno a voi, e ora le state colpendo. Le accusate per il fatto che le state affrontando. La frustrazione è un danno collaterale, ecco tutto. Capita che ci sia.
La frustrazione non vi appartiene. Non la possedete. Non dovete farla vostra. La frustrazione può benissimo cavarsela senza di voi. La frustrazione non ha bisogno che voi la edifichiate. Non ha bisogno che la facciate crescere. Non dovete accudirla. La frustrazione non è il vostro zaino da portarvi appresso, brontolando per il suo peso. Non fate della frustrazione il contenuto della vostra vita. Non incastrate la vostra vita.
Vi dirò un’altra cosa. Siate felici di essere vivi e che vi importa e che sentite. Trovate quello di cui siete grati. È presente. Siate grati a Nome Mio di essere nella condizione di affrontare la frustrazione senza doverla portare con voi.
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