Heavenletter #140 Nulla può essere di meno
Heavenletter #140 Nulla può essere di meno
Dio disse:
Penso che i Miei figli abbiano un difetto, e cioè il senso della perdita. Dal senso della perdita o dalla paura della perdita nascono il possesso, il controllo, l’attaccamento, la rabbia e altro disagio.
Se solo poteste sapere che tutto è intatto, che nulla può essere di meno, che tesori insuperabili abbondano da tutte le parti, che un grande tesoro è risplendente dentro di voi, che siete amati e stimati dall’Onnipotente, che non potete essere lasciati abbandonati o cadere, che tutto quello che appare come una tragedia è un mero segnale sullo schermo che voi interpretate come tragico, e così via e così via, allora quali problemi percepiti avreste o potrebbero esserci?
Se solo poteste sapere che quando vi sentite persi, in un attimo sarete trovati, di che cosa vi preoccupereste?
Se solo poteste sapere che voi, amore supremo, siete supremamente amati, che cosa vi mancherebbe o potrebbe mancarvi?
Se solo poteste sapere che la materia non esiste, che cosa allora sarebbe o potrebbe essere materia di preoccupazione?
Se solo poteste conoscere la verità, non conoscereste e non potreste conoscere perdita, la paura di essa, il controllo, l’attaccamento, la rabbia, che ne derivano, e qualunque altro sintomo causato da una perdita immaginaria.
Non avete mai immaginato qualcosa? Avete pensato che fosse vero? Avete frainteso qualcosa? Avete udito qualcosa per caso e avete sentito male? Avete pensato che qualcuno stesse parlando di voi e vi siete sentiti a disagio, ma questi stava pianificando una festa per voi? Sapete il tipo di cose che intendo.
La vostra immaginazione è troppo buona, e non abbastanza buona. Siete bravi ad immaginare il peggio e vi trovate a disagio nell’immaginare il meglio. Incominciate ad immaginare il meglio e che cosa significherebbe per voi.
Che cosa significherebbe se tutto quello che vedete come negativo avesse un altro aspetto?
E se tutta la negatività del mondo, che avete visto, fosse stata immaginata e poi si fosse svolta in un teatro, e voi ne avete letto e l’avete guardata, ed essa ha preso vita davanti ai vostri occhi, e vi siete dimenticati che eravate in un teatro? Come sarebbe questo? Voi sapete come sarebbe. Ne avete fatto esperienza. Avete sperimentato lo stridore.
E se gli occhi dell’amore creassero amore? E se gli occhi della paura creassero paura? E se gli occhi del controllo creassero controllo? Se l’attaccamento creasse attaccamento? Il senso della perdita creasse perdita? E che cosa ho omesso? Oh, la morte.
E se la morte non esistesse? E se la morte fosse impossibile? Se vedeste togliere un costume e pensaste che quella sia morte? Se rimuovere un costume non fosse considerato così terribile? E se rimuovere un costume fosse visto come il levarsi di un costume? E se l’essere attore, che era in un costume ora rimosso, fosse adesso lo stesso essere senza quel costume e ne indossasse un altro prima o poi, oppure no? E se l’essere precedentemente in un particolare costume non ne indossasse mai più un altro?
Un essere in un costume è un essere diverso da se stesso senza il costume?
Forse il vostro costume convince gli altri che voi siete la parte che recitate indossando il vostro costume, ma voi sapete meglio, non è vero? Sapete che siete un essere divino sulla terra, in un costume che è identificato come un corpo umano. Recitate in quel ruolo. Ma voi, soprattutto, dovete sapere che quello è un ruolo che state recitando. Quel ruolo non è ciò che siete. Lasciate che gli altri vi considerino un mortale e niente più. Che importanza ha? Siete un essere divino sulla terra in un costume terreno. Siete una lampadina coperta da un paralume. Ecco tutto. È tutto quello che è successo. Per quanto velati possiate essere, luce voi siete.
Non potete perdere la vostra luce. Non potete perdere il vostro essere. Non potete perdere il dono dell’anima che Io vi ho dato e che siete. Non potete perdere il vostro stato dell’essere. Nulla può succedervi. Qualcosa di percepito può succedere al vostro costume o allo scenario, ma nulla mai può succedere a voi o alla verità degli altri attori sul palcoscenico o sullo schermo. Niente altro che del bene può accadervi. Niente altro che bene vi sta accadendo.
Se l’allestimento scenico viene smantellato, è smantellato per un’altra scena. Non c’è alcun bisogno di piangere per la chiusura di un sipario e l’apertura di un altro. Nessun bisogno di essere spaventati. Applaudite.
Vi state elevando a Me. Applaudite questo.
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