HEAVEN #3961 Quando attraversi un fiume, 29 settembre, 2011
Dio disse:
Non c’è nulla da cui tu dipenda, tranne Me, e puoi contare su di Me. Forse tu non pensi di poter contare su di Me, perché il tuo cuore è stato ferito da questo e da quello. Pensa una seconda volta. Pensa di nuovo. Io sono sempre al tuo fianco. Non ti lascio mai. Per favore non prendere gli eventi nel mondo come segnali della Mia approvazione o disapprovazione. Tu sei più grande di tutti gli eventi del mondo. L’amore è più grande, e Io sono Amore. Anche tu lo sei. Troppo spesso te ne dimentichi. Tendi ad avere un’immagine inferiore di te stesso. Naturalmente è così, se no ti godresti la vita con più gioia.
Non daresti tanta importanza alle cose. Non saresti esaltato, né saresti così abbattuto. Non dipenderesti da tutto quello da cui dipendi attualmente. Faresti meno affidamento sulle aspettative. Ne avresti, ma la tua felicità non dipenderebbe tanto da esse.
Devi per forza soffrire? Io dico di no. Io dico che la sofferenza è una tua scelta. Dico che se puoi creare sofferenza, puoi anche disfarla. Non devi accettare la sofferenza come scontata. La sofferenza non è una piccola cosa, però tu le hai dato troppa importanza. Forse hai portato la sofferenza come una bandiera. Magari ti piacciono le ferite che porti. Può darsi che tu le consideri una degna collezione di trofei.
Non ti piacerà sentire questo, ma la sofferenza è un’indulgenza. È come succhiarti il pollice. È autocommiserarsi. La sofferenza è una sorta di comportamento violento. È rabbia nascosta dietro una bella facciata. La sofferenza ti dice che sei vittima delle circostanze.
Guarda, quando attraversi un fiume, tu esci dall’altra parte. Tu sei tu, su qualunque riva del fiume ti trovi. Quando a fatica attraversi un fiume impetuoso e lo chiami sofferenza, tu sei ugualmente tu. Dall’altra parte del fiume, quando sei meno attaccato al fiume sofferente, sei ancora tu. Prima o dopo la sofferenza, tu sei tu.
Non c’è alcun bisogno di imparare a proprie spese. Non c’è alcun bisogno che tu ti avventuri nel fiume della sofferenza. Devi attraversarlo davvero? C’è una fine alla sofferenza. La superi davvero, o per lo più la superi. Beh, allora, superala adesso.
Per amore del cielo, hai sofferto prima di un evento, e durante e dopo, e persino molto tempo dopo. Lascia andare la sofferenza ora. Non ti dona. Per quanto pesante fosse l’evento che apparentemente ha causato la tua sofferenza, rimuovila. Togliti quel mantello della sofferenza. La sofferenza non è più un gioco che devi fare.
Naturalmente, la sofferenza ti ha fatto fare l’inventario. Tutta la sofferenza è autoimposta. Non devi essere un attore tragico. Affatto. Sei più prezioso della sofferenza. Chiudi con essa. La tua vita non dipende da essa. Fai altre scelte.
Può darsi che ti senta abbandonato. Okay, e ora sta a te abbandonare la sofferenza. Sei stato ripudiato. Okay, sei stato ripudiato. Sei stato abbandonato. Okay, sei stato abbandonato. Ora smetti di percuoterti per questo. Hai abbandonato e ripudiato te stesso. Non mettere su te stesso delle etichette come abbandonato, ripudiato. Abbandona queste etichette del vocabolario. Tirale via. Metti su delle etichette nuove. Te ne offro alcune:
"Io sono bello. Dio mi ama. Io sono potente. Io sono luce. Io sono il bellissimo figlio di Dio. Io sono amore. Io sono amato. Io sono invincibile."
Heavenletters
Copyright@ 1999-2011
Traduzione di Paula Launonen