HEAVEN #4039 Un sogno di diversamente, 16 dicembre, 2011
Dio disse:
L’Unità assume un nuovo significato ora. Io parlo a Me Stesso. Non c’è nessun altro a cui parlare eccetto che Io respirai il mondo dalla Mia bocca. Sto ancora espirando il mondo e tutto il suo contenuto dalla Mia bocca che racchiude Tutto, anche se non c’è nulla da racchiudere.
La Creazione è come le parole che diventano la cosa che rappresentano, eppure le parole sono parole, e la Creazione è formata dal pensiero, il Mio pensiero, ma in realtà no, perché la Creazione è amore aspirato. Tutte queste bolle escono dalla Mia bocca, e queste bolle sono il mondo nel teatro, il mondo così come lo conoscete. Il mondo è una cosa di finzione. Il mondo ha tutte queste forme e differenze, eppure esse sono solo apparenti, perché non esiste altro che Unità nel mondo, e l’Unità è Amore. L’Unità non può, in Verità, essere altro che amore. Unità significa Amore.
L’Amore è un’Unione. Noi, sebbene non ci sia nessun Noi, siamo un’Unione di Unità. Tutto l’Amore è Mio, e tu sei Mio, nel senso che Noi siamo un’Unica Cosa. IO SONO Uno, apparente come molti, apparente come molti che stanno correndo in giro in tutti gli sforzi immaginari, cercando di trovare se stessi, il loro Unico Sé Che è Me. Vi trovate in delle scaramucce.
Quello che fa il materiale è interrompere la percezione della Nostra Unità, della Mia Unità, da parte del voi apparente. La percezione non esiste in Cielo. In Cielo, esiste il sapere. C’è Unità senza tutti i mantelli e pugnali percepiti. C’è Unità. Sentite il Mio canto. E’ Mio, e voi non siete separati da esso tranne che nella vostra percezione.
Il vostro corpo presunto non è un duplicato di Me. La vostra anima è Mia, e Io sono vostro. Sono più che vostro. IO SONO IO, e anche voi siete IO. Le parole arrivano solo fino a un certo punto. Non ci sono parole per rappresentare l’Unità. Beh, sì, ci sono delle parole e, tuttavia, non appena ci sono delle parole, allora Io e voi (il Noi immaginario) parliamo di voi e Me come Esseri separati. Sto parlando a Me Stesso, poiché Io sono Tutto, e voi, a parole, siete il Tutto di Me. Ma, naturalmente, Io sto parlando a Me Stesso, giacché sono tutto ciò che esiste.
Io disegno delle immagini, e c’è un apparente te, mentre tu sei in realtà Me, e pensi di essere nella periferia del Cielo. Tu (che non sei affatto tu) pensi di essere distante dal Cielo. Per quanto sia sorprendente, tu, il cosiddetto tu, credi nella separazione. Io sono Uno solo, e non Mi sento mai solo. Il tu apparente, nel tuo credere nella disparità, ti senti solo. In mezzo alla compagnia dell’Unità in altre fogge e forme, ti senti solo, e ti senti persino separato da Me, Che sono il tuo Vero e Proprio Sé.
E’ in atto un tale dramma quando, in Realtà, non c’è spazio alcuno per lo svolgersi del dramma. C’è Quiete e Amore Immutabile di uno stato di coscienza che Io chiamo Cielo, o qualunque sia il nome in qualsiasi lingua, e che anche tu, il te inesistente, hai chiamato Cielo o qualunque nome usi per esso. Vivendo nel regno materiale, tu Che sei realmente Me, ti sei fuorviato. Ciò nondimeno, anche se sei fuorviato, anche se ti aggrappi a fili di paglia anziché alle stelle, tu arrivi a trovare il tuo Unico Sé Che E’ Me, e così il gioco va avanti, seppure non ci sia alcun gioco, perché i giochi esistono solo nello spazio e nel tempo. Al di fuori dello spazio e del tempo esiste la Realtà, e la Realtà è Unità. La Realtà è Io.
E Io sto ridendo e non ho mai fermato la pienezza del riso emanante dal Mio cuore d’amore, e chiedo a te, al te presunto, di ridere con Me, perché Io sono Amore, amato, e tu sei Amore, poiché l’Amore soltanto è. Io sono la Grande Unità d’Amore e, pertanto, lo sei anche tu. Io sono te, così, pertanto, Io sono soltanto Io, e così Io parlo a Me Stesso e tu stai solo facendo un sogno di altrimenti.
Heavenletters
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Traduzione di Paula Launonen