Heavenletter #160 Prendi il volo!
Dio dice:
Il familiare è soltanto il familiare. Ciò che è familiare, non è più vero di quanto lo sia ciò che non è familiare. Quello a cui sei abituato, quello che sei abituato a pensare, non è altro che quello a cui sei abituato. Quello a cui sei abituato, non è necessariamente giusto. Siccome hai visto in un certo modo, e soltanto in un certo modo, hai visto una porzione limitata, ed è da quella porzione limitata che provengono le tue aspettative.
Le aspettative sono raramente soddisfatte. Quello che accade, può superare le tue aspettative; la probabilità che ciò succeda è più grande quando non hai alcuna aspettativa da superare. L’aspettativa significa aprire la porta solo di una fessura. Meglio spalancare la porta. Fai spazio alla realizzazione.
Abbiamo parlato dell’universo che si espande attraverso la tua visione. Perché questo accada, la tua visione deve espandersi prima. Perché la tua visione si espanda, devi abbandonare le tue vecchie immagini.
Tu vuoi innocenza, non aspettative.
La tua visione è come una macchina fotografica. La tua era una vecchia polaroid. Ti ha servito bene. Ora procurati uno zoom. Vedi più in grande. Vedi più lontano. Vedi più vicino. Vedi.
Hai continuato a distorcere la realtà.
Hai accorciato le tue gambe lunghe per adattarti al letto.
Ora chiarisci la tua visione.
Quello che c’è davanti a te è uno svelarsi interminabile. Quando una sagoma di carta ritagliata è piegata, non è aperta. Aprila e si espanderà, e ci sarà dell’altro da vedere.
L’immagine principale, che devi lasciar andare, è la tua immagine di te stesso. È stata colorata, ma non è stata tutta a colori. Non è stata chiara. Hai dato troppa importanza alla tua immagine e non abbastanza a te stesso. Ti sei reso troppo importante e non importante abbastanza. Hai pensato che il tuo ego fosse te. Hai pensato che quella cosa pietosa fossi tu. Hai sostenuto il tuo ego e hai trascurato la tua verità. Ed ora fai volare via con un colpetto il tuo ego e la vera immagine di te appare. Quando avevi soltanto l’unica immagine di te, l’immagine del tuo ego, hai pensato che fosse grande. Adesso vedi che è sempre stata piccola e che c’è un’immagine molto più grande di te appena dietro l’orizzonte. Hai paura di lasciar andare l’immagine più piccola finché quella più grande non sarà totalmente sopra l’orizzonte.
Ma lascia andare la piccola immagine adesso. Ti trattiene. Impedisce all’alba di sorgere. Stiamo parlando del tuo sorgere.
E tu sei praticamente pronto a sorgere. Sei pronto a riconoscere il tuo sorgere. Come il sole, stai apparendo. Sei il sorgere del sole che sta appena raggiungendo l’orizzonte. Sei il sorgere del sole che si aggrappa all’orizzonte, perché hai un po’ di paura di emergere. Ma c’è stata abbastanza temporaneità. La linea dell’orizzonte non è più sicura del cielo. Non aver paura di salire. In realtà non è comodo stare sul punto di sorgere. Non sorto, sei storto. Sorto, ti raddrizzi e sei aperto all’universo e aperto a te stesso.
Tu sei lo schiudersi dell’universo.
Quando sali, vedi di più. Quando sali, di più è visto. Porti la luce con te. Lascia che sia vista. Lascia andare dove sei stato. Ci sei stato abbastanza.
Questo è il tuo secondo sorgere. Questo è il tuo sorgere con gli occhi aperti.
Sali a quell’orizzonte espanso. Espandi l’orizzonte. Non c’è alcuna linea. Si tratta di una cosa immaginaria. C’è un mescolarsi. C’è un fondersi, e tu emergi.
Un pulcino rompe il proprio guscio. Nessuno lo rompe per lui. Non aspetta un segnale esterno. Lui stesso rompe il guscio, e il guscio è rotto e lui esce. Si guarda intorno. È uscito dal suo guscio e il resto è una preparazione per spiccare il volo.
Tu sei già uscito dal tuo guscio. Sei senza guscio e aperto all’universo in attesa, ed ora sei pronto a prendere il volo ed è quello che farai.
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