Heavenletter #96 Assumiti la responsabilità
Dio disse:
Quando lasci andare un attaccamento qualsiasi, sei elevato. Lasciar andare è essere elevato. Tu vuoi essere elevato, ma non vuoi lasciar andare.
Ogni volta che ti sei sentito ispirato, qualcosa in te si è elevato. Il tuo attaccamento all’oscurità ha allentato la sua presa. Hai visto la luce. Hai visto un nuovo modo. Quello era la tua elevazione. Hai aperto una tenda. Hai fatto entrare la luce. La luce è entrata semplicemente perché hai aperto una tenda.
Tu hai dei punti deboli, e ti sono cari. Li tieni a te come una tua preziosità. Le tue care negazioni. Sembra che tu senta la necessità di nutrirle.
Per molti, i vostri punti deboli sono la vostra vera e propria realtà. Siete orgogliosi del vostro attaccamenti ad essi. Immaginate che questo o quello causi questo o quello, e siete impotenti. Vedete come scavate la fossa in cui saltate?
Forse il vostro attaccamento è ad una malattia o alla povertà e alla solitudine, e avete ogni sorta di prove per la vostra condizione. Cucite le vostre prove nell’orlo della vostra gonna o nella tesa del vostro cappello, e le tenete lì per tirarle fuori ogni volta che qualcuno o qualcosa viene a scuotere la vostra prova. “Eccola qua”, dite. “È sempre stata presente. È sempre stato così. L’ho ereditato o l’ho preso o sono stato preso da esso. In ogni caso, io sono una vittima. È così che va la vita”. E limitate la vostra vita attaccandola alle vostre idee.
Il vostro attaccarla equivale a rinunciare.
Diventate il gigante che faceva rotolare la pietra su per la montagna solo per dover farla rotolare giù di nuovo. Questo è il fallimento a cui vi condannate. Questo è il vostro pensiero circolare.
Voi pensate e forse dite: “A e B causano X. A e B sono inevitabili nella vita. Pertanto, X è inevitabile”. Amate le vostre prove. Ne siete orgogliosi. Pensate che vi liberino dalla responsabilità, ma esse sono proprio la vostra responsabilità.
Ammettiamo pure per un attimo che A e B esistano e debbano esistere, sebbene questa sia una misera assunzione. Anche se fosse così, è una grande forzatura arrivare all’X. Forse A causa B, o B causa A, oppure X causa A e B, o forse N causa tutti di questi, o nessuno di essi ha a che fare con l’altro. Voi fate delle correlazioni assurde e ve le tenete come una bambola a cui una bambina si aggrappa e non vuole lasciarla.
Voi dite che A e B causano la vostra malattia, o forse dite soltanto che A causa questa malattia e B ne causa un’altra, ma state attribuendo qualcosa come la causa inevitabile di qualcosa che dite di non volere. E tuttavia sembra che questa correlazione vi stia a cuore, più di quanto vi stia a cuore abbandonarla.
Esitate ad assumervi la responsabilità?
L’attaccamento alle vostre idee è un modo di mantenere le cose come stanno. Non è un modo di cambiare. Forse vi piace il vostro dramma attuale. Forse siete l’eroe e l’eroina alla porta della morte o chiuso fuori o derubato di nuovo, e le sirene della polizia o dell’ambulanza sono come la vostra chiamata alle armi – o la vostra ninnananna.
In ogni caso, Miei amati, vi sbalordite mentre Io vi invito a svegliarvi. Abbandonate il passato e le vostre idee che ne provengono. Le vostre idee sono ristrette. Sono limitate. Vi tengono in ostaggio.
Trovate alcune idee nuove. O convertite le vostre idee attuali. Sbrigatevi. Liberate il vostro mondo. Non limitatevi più. Siete molto di più di quanto abbiate mai immaginato. Avete i piedi bloccati nell’A e nel B, quando c’è un alfabeto intero davanti a voi e un’altra lingua e un altro alfabeto dopo di quella, e c’è un orizzonte dopo un altro che vi chiamano con la Verità, Verità ben al di là di qualunque idea abbiate mai concepita.
Voi avete concepito le vostre idee. Le avete inventate. Poi le avete trasformate nelle vostre credenze. Individuate le vostre credenze. Identificatele e lasciatele andare. Non vi sono utili. Vi ostacolano. Sostituitele con la Verità. Partite da capo.
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