Heavenletter #4435 La benedizione dell’umiltà, 15 gennaio, 2013
Dio disse:
Devo chiedervi, con tutto il rispetto dovuto, amati, chi siete voi per perdonare un altro? Che cosa ha fatto un altro per giustificare il vostro perdono? Forse state imponendo degli standard?
Forse una persona o un gruppo non è esattamente come pensate che dovrebbero essere. Forse pensate che dovrebbero vestirsi nel modo in cui voi vi vestite o parlare come credete che debbano parlare. Come, posso domandarvi, dovreste essere voi?
Siete colui che decide come debba essere un altro? Vi chiedo, qualcuno vi ha forse nominati l’Autorità Principale del Mondo? Io no! Allora, in questo caso, deve essere che avete nominato voi stessi. Amati, quanti vi hanno chiesto il vostro senso di ciò che è di tendenza e quanti non ve l’hanno chiesto?
I modi personali di accostarsi alla vita sono modi personali di accostarsi alla vita. Ciascuno fa del suo meglio. Per quanto possibile, gli altri devono essere formati da se stessi. Permettete agli altri di essere liberi di essere ciò che sono. Questo è il modo in cui hanno imparato ad affrontare il mondo. Può darsi che stiate chiedendo troppo. Qualche volta dovete lasciar stare ‘l’abbastanza bene’.
La maggioranza dei Miei figli ha abbastanza da fare nel consigliare se stessi. Praticamente tutti pensano di sapere meglio di praticamente tutti gli altri, eppure voi e tutti gli altri sapete soltanto quello che sapete. Non sapete cosa sanno gli altri. A volte avete una decisione difficile da prendere perché, davvero, dalla bontà del vostro cuore, volete aiutare un altro. A volte dovete risparmiare il fiato. Quando è sentito come carità il vostro indicare l’errore nei modi degli altri?
Dove sta la carità nell’indicare l’errore nei modi degli altri? Voi avete i vostri standard e gli altri hanno i loro. Se dovete vincolare gli altri a standard diversi, che ne dite di chiedere a voi stessi di scegliere di vincolarvi ad uno standard più rilassato. Se dovete avere una voce, allora abbiate una voce che capisce che gli altri hanno imparato a modo loro. La vita insegnerà. Se dovete insegnare agli altri, il modo migliore per insegnare è attraverso l’esempio e non attraverso la colpa.
A volte la decisione è difficile, perché vi basate sull’amore e con tutto l’amore volete benedire la persona che state consigliando. Ricordatevi che tutti hanno Me come voi avete Me. Più che istruire, imparate.
La vita sta insegnando a voi e a tutti gli altri la benedizione dell’umiltà. L’umiltà è avvolgente. L’Umiltà in voi dice:
“Io amo i miei fratelli e le mie sorelle e desidero abbracciarli. Desidero unirmi a loro in questo sforzo umano chiamato vita. Se c’è qualcosa che desidero cambiare in un altro, ne vedrò la copia in me stesso e cercherò di cambiare prima il mio punto di vista. Sono arrivato a capire che non sono uno che ha tutto il potere o alcun potere su un altro. Qualunque cosa pensi che gli altri debbano imparare, che possa impararlo io stesso. Che io sia il primo ad imparare tutto quello che voglio che gli altri imparino. Che io sia più di quanto fossi ieri. Lasciami senza qualunque sensazione di onniscienza. Tale onniscienza può essere una maschera per coprire il senso di non essere abbastanza buono. Voglio spendere la mia vita a criticare gli altri affinché non debba criticare me stesso? Non mi separerò più dalla mia Unità con l’umanità e dalla mia Unità con Dio. Se mi pongo sopra un altro, mi metto sotto false premesse. Deludo me stesso. Rinuncio alle mie passate imposizioni sul mondo. Lascia che parta da capo oggi e impari la saggezza dell’amore. Lascia che sia me stesso, e che possa lasciare che tutti siano quello che sono. Che io arrivi a vedere attraverso gli occhi di Dio e ad agire attraverso il cuore di Dio.”
Heavenletters
Copyright@ 1999-2013